In mano ai dipendenti

Scorri verso il basso

Dopo essersi dedicati per decenni alla realizzazione di un’azienda di successo e di una filosofia creativa, i cofondatori Bob Taylor e Kurt Listug sono felici di passare il testimone ai dipendenti. Il futuro della Taylor e dei chitarristi non è mai stato così radioso.

È un lunedì mattina di gennaio, eppure non c’è traccia del solito andirivieni di chitarre nel reparto produzione di El Cajon, lo stabilimento californiano della Taylor. Dall’altra parte della strada, però, i nostri operai specializzati si sono riuniti nel parcheggio di fronte al magazzino spedizioni insieme al resto dei colleghi per un annuncio virtuale dell’azienda.

Un enorme pannello LED da dieci metri domina la scena e sullo schermo si vede un conto alla rovescia. I dipendenti portano le mascherine e sono distanti tra loro sotto il cielo azzurro della California meridionale. Altrove, i dipendenti Taylor che lavorano a distanza (compresi i nostri colleghi europei) hanno ricevuto le istruzioni per assistere alla diretta video.

La novità era stata preannunciata come un evento da festeggiare, seppur descritto in termini vaghi, perciò nell’aria si percepisce un’atmosfera di curiosità, con i dipendenti che chiacchierano tra loro o controllano le chat sui telefoni. 

Scaduto il conto alla rovescia, comincia un filmato: si vede un orgoglioso diciasettenne, Bob Taylor, che stringe la prima chitarra mai realizzata dalle sue mani, una dreadnought a 12 corde. Il filmato continua riassumendo i momenti importanti dell’azienda, mentre le voci familiari di Bob e del cofondatore Kurt Listug commentano le foto d’archivio della loro gioventù e degli inizi travagliati della ditta. 

I due ricordano la passione nel realizzare chitarre che li portò al negozio American Dream, dove unirono le forze e comprarono l’attività per 3.700$, camminando sulle proprie gambe a 19 e 21 anni. Raccontano anche i problemi che affrontarono e la determinazione che li spinse a continuare controcorrente per dieci anni prima di riuscire a svoltare ed essere finalmente in grado di avere un introito regolare. 

“Navigammo in acque difficili per tanto tempo”, racconta Kurt. “Dovemmo imparare ogni cosa. Come costruire chitarre. Come vendere chitarre. Come avviare un’attività”. 

Il video continua mostrando l’evoluzione della Taylor fino ai giorni nostri. Bob e Kurt ringraziano gli impiegati per il duro lavoro e lo spirito di collaborazione che hanno alimentato la crescita e il successo dell’azienda, andando a formare la mentalità unica della ditta. Riconoscono anche i problemi del 2020. 

“La prova del fuoco per la filosofia di un’azienda è la sua reazione alle avversità”, chiosa Kurt, mettendo in relazione la perseveranza e la capacità di affrontare problemi sua e di Bob nel primo periodo dell’azienda con la risposta alle sfide del 2020. “Ci teniamo a farvi sapere che siamo fieri del modo in cui la nostra intera organizzazione è stata all’altezza della situazione”. 

Bob ribadisce il concetto ripercorrendo i successi del 2020, come la creazione fulminea della serie American Dream, l’introduzione della nostra nuova chitarra GT e l’adattamento degli operai ai nuovi protocolli per lavorare in sicurezza nell’era del COVID. 

“Nonostante le difficoltà, Kurt ed io eravamo sicuri che la Taylor ce l’avrebbe fatta, anche diventando un’azienda più forte, perché ci siamo già riusciti in passato”, afferma. “E stavolta siamo stati aiutati dalla collaborazione di persone estremamente talentuose e motivate”. 

Poi il video cambia scena: stavolta Bob e Kurt sono inquadrati insieme e si rivolgono direttamente ai dipendenti. 

“Oggi è un giorno importante nella storia di Taylor Guitars”, annuncia Bob. “È un giorno che io e Kurt pianificavamo da moltissimo tempo”. 

Menzionano una domanda che hanno ricevuto molto spesso di recente, specialmente ora che i due hanno superato la sessantina: “Cosa succederà a Taylor Guitars quando voi non ci sarete più?”. 

“Anche se io e Kurt non prevediamo di andare in pensione a breve”, dice Bob, “si tratta di una domanda davvero importante e oggi riceverete la risposta”.

“Prima o poi ogni azienda di successo deve guardare oltre i propri fondatori”, dice Kurt. “Chi possiederà l’azienda? Chi saranno le persone migliori per guidarla verso il futuro? Chi preserverà i nostri valori e manterrà la filosofia che amiamo? Anche se io e Bob ci dedicheremo all’azienda ancora per molti anni, volevamo assicurarci che la ditta si trovasse nella posizione migliore per avere successo in futuro, così che abbia la possibilità di esistere per i prossimi cento o duecento anni”. 

“Per noi, i migliori anni sono adesso e domani”.

Bob Taylor

Kurt illustra le normali opzioni per le aziende che studiano il passaggio di proprietà e come nessuna di esse fosse idonea per lui, Bob o Andy Powers, il progettista di chitarre diventato il terzo co-proprietario nel 2019: potevano passarla a un familiare (ma Kurt non ha figli e le figlie di Bob non si sono mai interessate all’azienda); potevano vendere la ditta a un altro produttore di strumenti musicali (hanno ricevuto offerte, ma secondo loro nessun’altra azienda avrebbe capito o custodito la filosofia della Taylor); potevano venderla a una società di private equity (che avrebbe potuto compromettere la salute finanziaria o il progetto imprenditoriale dell’azienda); quotarsi in borsa (ma la Taylor è troppo piccola per farlo). 

“Nessuna di queste opzioni avrebbe preservato i valori aziendali o mantenuto l’obiettivo primario di progettare e realizzare i migliori strumenti musicali possibili, che è il segreto del nostro successo”, afferma Kurt. “E non avremmo più avuto in mano il timone dell’azienda”. 

“Rimaneva solamente una soluzione che avesse un senso”, dice Bob ai dipendenti. 

“Oggi io e Kurt siamo qui per annunciarvi che non siamo più i proprietari di Taylor Guitars”, dice. “Il 31 dicembre, mentre voi stavate festeggiando l’anno nuovo, io, Kurt e Andy stavamo firmando i documenti per passare ufficialmente la proprietà dell’azienda a voi, i nostri amati dipendenti. Avete capito bene, adesso Taylor Guitars è posseduta al 100% dai dipendenti. Congratulazioni!”. 

Terry Myers, un dipendente della vecchia guardia (assunto 32 anni fa), si trovava nel parcheggio al momento dell’annuncio. 

“Sono rimasto senza parole”, afferma. “Onestamente, quando ho sentito che l’azienda si preparava a un annuncio, ho pensato subito che fosse stata venduta e mi chiedevo chi fosse il nuovo proprietario. Però c’era un’atmosfera positiva che non mi quadrava tanto. Sappiamo bene che la vendita di un’azienda spesso porta a dei problemi per i dipendenti. Poi, quando ho sentito che i nuovi proprietari eravamo noi, non potevo crederci. Non me lo sarei mai aspettato! È stato un momento davvero speciale”. 

Anche Al Moreno, un videografo dello staff presente per documentare l’evento, è rimasto colpito dall’annuncio. 

“Mi sono sentito come un musicista che inizia a suonare con un gruppo di star”, racconta. “Sono molto orgoglioso di far parte di questa comunità di lavoratori”. 

La transizione verso l’ESOP 

Il meccanismo usato dalla Taylor per trasferire la proprietà ai dipendenti si chiama ESOP (programma di partecipazione degli impiegati alla proprietà). Regolamentato dalle leggi federali degli Stati Uniti, è un tipo di piano pensionistico che fornisce una quota di partecipazione agli impiegati qualificati di un’azienda tramite conti personali. Un fondo fiduciario detiene le quote dell’azienda per conto degli impiegati, dividendo e distribuendo poi tali quote nei singoli piani pensionistici (i dipendenti non comprano effettivamente le partecipazioni). Il valore di ogni piano pensionistico riflette l’andamento dell’azienda, perciò maggiori sono il successo e la crescita della ditta e maggiore sarà il guadagno dei dipendenti. Ogni anno l’azienda verserà un contributo nei conti dei dipendenti e, quando uno di loro lascia la ditta o va in pensione, incasserà una somma dall’ESOP in base al valore dell’azienda e alle quote del suo conto.  

Bob e Kurt riflettono sul passaggio di ragione sociale, sul futuro di Taylor e su ciò che li rende più fieri.

“Oggigiorno sempre più lavoratori vengono lasciati indietro senza avere la possibilità di risparmiare e creare ricchezza”.

Kurt Listug

“Con la proprietà dei dipendenti possiamo sostenere i nostri lavoratori in un modo ancora più significativo”, dice Kurt. “Fornisce a tutti una quota diretta nel successo dell’azienda, così da continuare a puntare sulla produzione di strumenti musicali di alta qualità per le generazioni a venire”. 

L’importanza di pianificare 

È da diversi anni che Kurt, Bob e Barbara Wight, la direttrice finanziaria della Taylor, stano studiando l’opzione dell’ESOP: l’azienda ha pianificando questa transizione per circa sette anni. “Pianificare per il futuro”, afferma Bob, “è un principio fondamentale che lui e Kurt hanno imparato ad apprezzare fin dai primi tempi della loro collaborazione”. 

“Io e Kurt avevamo vent’anni e stavamo cercando di strutturare la nostra azienda nel modo migliore possibile”, racconta. “Stavamo parlando con un avvocato quando a un certo punto ci disse: ‘Quando venderete la vostra azienda…’, al che lo interruppi subito chiedendo: ‘Che intendi dire? Non ho alcuna intenzione di vendere l’azienda’. E lui rispose: ‘Bob, un giorno la venderai, o quando muori o prima di morire quando sarai ancora al comando’. Quella frase mi colpì moltissimo e capii che era fondamentale pianificare in anticipo”. 

Barbara Wight, assunta nel 2009 in qualità di direttrice finanziaria della Taylor, ha provato sulla propria pelle l’importanza di anticipare il passaggio di proprietà di un’azienda.

“Ho avuto un’esperienza molto impegnativa in un’azienda importante, uno dei leader mondiali del suo settore, quando ho aiutato a gestire il passaggio di proprietà successivo alla morte improvvista del fondatore, senza che fosse stato pianificato in precedenza”, racconta. “C’erano due parti in gioco: la gestione dell’azienda stessa e l’entità dell’azienda, che è come un organismo. E se non hai un piano di successione per la vita di quell’organismo quando ormai non ne fai più parte, allora quell’organismo farà molta fatica a sopravvivere”. 

“La Zildjian fu fondata nel XVII secolo, la Martin nel 1833, non è raro che le aziende del settore musicale siano molto longeve”.

Barbara Wight

Quando Barbara fece il colloquio per la sua posizione alla Taylor, questo fu un importante punto di discussione con Bob e Kurt.  

“Non volevo rivivere un’altra volta quel periodo”, afferma. “Volevo assicurarmi che Bob e Kurt capissero che dovevano pensarla allo stesso modo e, ovviamente, era già così, perché sono persone che ragionano sul lungo periodo. Allora abbiamo cominciato a discuterne fin da quando mi hanno assunta”. 

Andy Powers e una carriera al servizio della Taylor 

Quando si tratta di pianificare il futuro della produzione di chitarre, uno degli esempi più concreti è stata l’assunzione di Andy Powers da parte di Bob, arrivato quasi dieci anni prima del passaggio di proprietà. Chiunque abbia seguito la prolifica serie di innovazioni apportate dalla Taylor nel corso dell’ultimo decennio, può rendersi conto dell’enorme influenza di Andy nella progettazione di chitarre di nuova generazione. Non è un segreto che Andy è stato assunto per succedere a Bob Taylor, ma potreste non sapere che Bob stava cercando appositamente qualcuno ancora relativamente giovane che fosse pronto a dedicare la propria carriera alla Taylor. Quando Bob stilò l’elenco di competenze che il suo successore doveva possedere, questo doveva avere meno di trent’anni ma almeno venti anni di esperienza nella realizzazione di chitarre: un requisito apparentemente impossibile da soddisfare ma, sorprendentemente, non per Andy (costruì la sua prima chitarra quando aveva nove anni). 

Andy ha confermato il suo impegno nella Taylor in mano ai dipendenti dopo l’annuncio di Bob e Kurt sul passaggio di proprietà. 

“Intendo passare tutta la mia carriera qui a occuparmi delle chitarre che tanto amiamo”, afferma. “Bob dice sempre che lui e Kurt hanno lavorato a lungo per costruire fondamenta solide e un tetto che non faccia acqua, e ora passeremo i prossimi anni a realizzare l’arredamento”. 

Bob considera l’assunzione e la collaborazione con Andy uno dei suoi maggiori successi e un esempio della lungimiranza dell’azienda. 

“Andy è più bravo di me a progettare chitarre, penso che sia uno dei migliori al mondo, il che è fantastico perché ci permette di guardare a un futuro migliore invece di tentare di ricreare il passato”, afferma. “Per noi, i migliori anni sono adesso e domani”. 

L’importanza degli impiegati e della filosofia aziendale 

La Taylor sarebbe potuta rimanere un’azienda rispettabile nel mercato delle chitarre di fascia alta, ma sempre restando in piccolo. Bob e Kurt, però, hanno sempre avuto ambizioni più alte.

“Mi ricordo ancora quando comprammo l’American Dream”, racconta Kurt. “Dicevamo che un giorno saremmo diventati grandi come la Martin. Era un’immagine divertente per due ragazzi, ma puntavamo entrambi a quest’obiettivo”. 

Con il passare del tempo, man mano che nuova gente si aggiungeva alle loro fila, Bob e Kurt hanno capito che per continuare a far crescere l’azienda senza rinunciare ai propri ideali dovevano realizzare una forte cultura condivisa con altre persone con la stessa mentalità. 

“Ancor più di realizzare strumenti, io, Kurt e Andy amiamo creare lavoro e opportunità per le persone”.

Bob Taylor

“Cercavamo gente appassionata per il proprio lavoro come lo siamo io e Bob”, sostiene Kurt. “Volevamo creare un’ambiente di lavoro dove regnasse innovazione, collaborazione e rispetto, capace di raccogliere sfide e risolvere problemi. Un luogo in cui le persone potessero sfruttare il loro talento ed essere orgogliose del proprio lavoro”. 

Quando era ancora alle prime armi, Bob si ricorda il momento in cui ha capito che non voleva solo padroneggiare il suo mestiere, ma voleva renderlo una vocazione interessante per gli altri. 

“Quando ripenso ai quei primi tempi difficili, in cui amavo ciò che facevo ma non avevo un soldo in tasca, mi prefissai un altro obiettivo: far sì che il mio lavoro fosse un impiego di cui essere orgogliosi”, dice. “Un lavoro che ti permetta di raccontare ai tuoi amici ben avviati che anche tu hai una carriera: la realizzazione di chitarre”. 

Decenni dopo, nonostante i riconoscimenti per i suoi successi nella progettazione e nella produzione di chitarre moderne, Bob è particolarmente orgoglioso della strada percorsa dalla Taylor, che oggi conta più di 1.200 dipendenti. 

“Ancor più di realizzare strumenti, io, Kurt e Andy amiamo creare lavoro e opportunità per le persone”. 

I nuovi azionisti-dipendenti di Taylor condividono i loro pensieri sulla cultura dell’azienda.

Pensare a lungo termine

Se da un lato Kurt capisce che la proprietà dei dipendenti era la strada migliore da intraprendere da un punto di vista imprenditoriale, tiene anche a far sì che i nuovi proprietari della Taylor siano in grado di creare un futuro migliore per sé stessi e per le loro famiglie, specialmente in un periodo in cui la disuguaglianza economica è in aumento. 

“Oggigiorno sempre più lavoratori vengono lasciati indietro senza avere la possibilità di risparmiare e creare ricchezza”, afferma. “La maggior parte della gente non è in grado di produrre alcun surplus economico nella loro vita a meno che non abbattano moltissimo le spese e che abbiano un salario sufficiente per risparmiare. Non hanno gli strumenti per controllare il capitale né di essere pagati in capitale. Questo accordo di proprietà rappresenta un’opportunità per i dipendenti di poter accumulare capitali con la crescita dell’azienda. Così facendo metteranno da parte risorse nei loro piani pensionistici che altrimenti non avrebbero potuto ottenere”.  

Includere tutti gli impiegati

Uno degli intenti di Bob, Kurt ed Andy, mentre studiavano il passaggio alla proprietà dei dipendenti, era trovare un modo per permettere a tutti gli impiegati Taylor di partecipare alla nuova struttura, compresi quelli in Messico, Sudamerica, Regno Unito e Unione europea. Dopotutto la nostra sede europea ad Amsterdam, che costituisce il nostro centro operativo per la distribuzione, la vendita e la riparazione di chitarre, è stato fondamentale per la nostra crescita internazionale nell’arco dell’ultimo decennio. 

In modo simile, il nostro secondo stabilimento a Tecate, in Messico (a circa un’ora di macchina dalla nostra sede centrale negli Stati Uniti, a El Cajon), dove realizziamo le serie Baby Taylor, GS Mini, Academy, 100 e 200, oltre che le nostre custodie, ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo dell’azienda. 

“Uno dei nostri maggiori successi è stata la crescita delle nostre operazioni a Tecate”, hanno detto Bob e Kurt in un messaggio rivolto agli impiegati messicani della Taylor dopo l’annuncio dell’ESOP. “Siamo convinti che sia uno dei migliori stabilimenti di chitarre al mondo e dovreste essere fieri di aver reso la Taylor uno dei leader del settore. Se le nostre chitarre sono così popolari è anche merito vostro”. 

Dal momento che le norme ESOP sono regolamentate da leggi federali degli Stati Uniti, trovare il giusto meccanismo per includere dipendenti in diversi paesi ha complicato ulteriormente il processo, per via delle diverse leggi vigenti altrove. La nostra direttrice finanziaria, Barbara Wight, si è rimboccata le maniche lavorando insieme a consulenti esterni, specializzati per assistere questo tipo di transizioni. È per questo che sono stati necessari molti anni per portarla a termine. 

“Abbiamo dovuto considerare ogni singolo investitore finché non siamo stati certi di aver riconosciuto e rispettato ogni parte in causa, altrimenti l’intera struttura non sarebbe stata corretta”, racconta Barbara. “Ciò includeva Bob, Kurt, Andy e i nostri dipendenti in tutto il mondo. Doveva essere anche una buona soluzione per i nostri rivenditori, i clienti, le comunità locali, gli imprenditori e i finanziatori che ci stanno aiutando a comprare l’azienda”. 

Negli anni precedenti alla transizione, l’obiettivo era sempre stato il 31 dicembre 2020. Ma nessuno aveva previsto una pandemia. 

“Quando la pandemia ci ha colpiti e abbiamo dovuto chiudere gli stabilimenti, il piano è stato messo in pausa”, dice Barbara. “Siamo dovuti passare in modalità di sopravvivenza e assicurarci di esserci occupati di tutti quanti. Con il passare dei mesi abbiamo visto che il mondo intero si stava interessando alla musica, quindi ci siamo fatti coraggio e abbiamo deciso di procedere. Lo scorso settembre ci siamo detti “diamoci dentro”. E così abbiamo [condensato] il progetto di un anno in soli tre mesi. Ci tenevamo a iniziare il 2021 dando una buona notizia ai nostri impiegati, ai nostri rivenditori e ai nostri clienti”. 

I dipendenti dello stabilimento messicano a Tecate parteciperanno al piano ESOP statunitense della Taylor. Questo tipo di accordo è il primo del suo genere, diventando a tutti gli effetti un modello che forse sarà seguito da altre aziende.

“L’ESOP (programma di partecipazione degli impiegati alla proprietà) è un’opzione stimolante perché garantisce l’obiettivo di continuare a produrre ottimi strumenti musicali negli anni a venire”.

Andy Powers

I dipendenti nel Regno Unito e nell’UE parteciperanno a un piano simile, il GESOP (un piano globale di proprietà di azioni dei dipendenti), disponibile nel quadro delle normative UE. 

Nate Shivers, il direttore delle vendite in Europa, Africa e Medio Oriente, che vive e lavora ad Amsterdam, fa notare che i programmi ESOP non sono diffusi nel vecchio continente. 

“Sono rimasti molto sorpresi dal fatto che la Taylor si sia impegnata a garantire gli stessi principi di base ai nostri impiegati europei”, afferma. “Sta davvero a indicare l’impegno della Taylor nei confronti di quel team”. 

Secondo Nate sono stati in molti a tirare un sospiro di sollievo, perché alcuni dipendenti facevano fatica a immaginarsi una Taylor senza Bob e Kurt al comando. 

“C’era la possibilità reale di svegliarsi un giorno e venire a sapere di essere stati acquisiti dalla concorrenza o da una banca”, sostiene. “Il percorso intrapreso da Bob, Kurt e Andy ha avuto un grande effetto su questo gruppo”. 

L’altro lato della sostenibilità 

Negli ultimi anni abbiamo riportato diverse storie sull’impegno ambientalista della Taylor. Nella maggior parte dei casi, le nostre iniziative si sono concentrate sulla gestione responsabile delle risorse naturali sulle quali facciamo affidamento, investendo nel futuro con progetti di riforestazione dell’ebano e del koa, riutilizzando e ripiantando alberi in contesti urbani e altri modi di ridurre gli scarti. Per come la vedono Bob, Kurt e Andy, si può applicare la stessa teoria nel caso del passaggio di proprietà ai dipendenti. Queste due idee si incastrano bene tra loro. Spesso Bob usa l’esempio degli alberi di mogano piantati un secolo fa nelle isole Fiji dai missionari britannici, che hanno prodotto il legno usato dalla Taylor per realizzare chitarre. 

“È pazzesco pensare che tra un secolo gli artigiani della Taylor potrebbero realizzare chitarre usando l’ebano, il koa e le altre specie d’alberi che stiamo piantando in questo momento”, afferma Bob.

E come fa notare Barbara Wight, poiché la creazione di musica è un’essenziale e costante forma d’espressione umana, le aziende che producono strumenti musicali possono durare per diverse generazioni.

“La Zildjian fu fondata nel XVII secolo, la Martin nel 1833, non è raro che le aziende del settore musicale siano molto longeve”, sostiene. “Queste ditte ci sono riuscite tramandando il mestiere ai propri figli. Nel nostro caso, dureremo ancora molti anni grazie ai nostri dipendenti. Ed è straordinario”.

Barbara Wight, direttrice finanziaria di Taylor, spiega perché la nuova ragione sociale segni un passaggio significativo tanto per i dipendenti quanto per la continua crescita dell’azienda.

Perché la proprietà dei dipendenti è un bene per i musicisti

Se siete già degli appassionati delle nostre chitarre e dei nostri valori, o di chitarre in generale, i piani futuri della Taylor non possono che mettervi di buon umore. Ma è anche una buona notizia per i clienti di oggi e di domani. 

Il direttore delle vendite della Taylor, Dave Pelletier, lavora da decenni nell’industria della musica, sia in ambito vendite che produttivo, e si rende conto che il nuovo accordo di proprietà fa felici tutti, dipendenti e consumatori. 

“Si può capire molto bene la natura di un’azienda dal modo in cui tratta i dipendenti e i clienti”, afferma. “La proprietà dei lavoratori è la massima espressione di una ditta che vuole lasciar parlare i fatti. Questa è una cosa che viene notata anche dai clienti, attirandoli verso il nostro marchio. Lo stiamo già vedendo. Fornisce loro anche una garanzia di continuità della nostra filosofia e di come continuerà la buona gestione dell’attività. Questo si traduce in una fiducia nella qualità dei nostri prodotti. E a livello personale, per noi che lavoriamo alla Taylor, ci fa riflettere maggiormente su cosa facciamo, chiedendoci in che modo le nostre azioni possono andare a beneficio di tutti, e quindi anche dei nostri clienti”. 

Dave Pelletier e Steve Theriault spiegano come l’azionariato dei dipendenti andrà a beneficio dei clienti, dei fornitori e di tutti i partner della filiera.

La proprietà dei dipendenti porta a clienti soddisfatti

Le analisi delle aziende di proprietà dei dipendenti indicano un ottimo andamento in termini di produttività, successo commerciale e soddisfazione degli impiegati e dei clienti. Secondo il National Center for Employee Ownership (NCEO), un’organizzazione di ricerca senza fini di lucro, le aziende con strutture ESOP e altri tipi di proprietà allargata ai dipendenti costituiscono più della metà delle ditte presenti nella lista delle “migliori 100 aziende in cui lavorare negli Stati Uniti”, stilata dalla rivista Fortune Magazine. 

Alex Moss, fondatore e presidente del Praxis Consulting Group ed ex membro del consiglio d’amministrazione del NCEO, è stato uno dei pilastri del team di consulenti ESOP della Taylor. Gli abbiamo chiesto il suo parere sulla transizione di proprietà della nostra azienda, specialmente per quanto riguarda i clienti. 

Vista la tua esperienza nell’aiutare le aziende a passare la proprietà ai dipendenti, cosa ti ha colpito nel caso della Taylor? 

La cosa che ho notato di più è stata la solidità dei valori dell’azienda, dalla passione nel lavoro a tutte le piccole decisioni nell’organizzazione dell’ESOP in modo che rifletta l’idea originale di Bob e Kurt. Così si mette l’azienda sui binari giusti, e cito le loro parole, “per portare la gioia della musica” alle comunità di cui sono al servizio. La partecipazione finanziaria dei dipendenti è già un grosso passo di per sé: si tratta di un processo complesso e impegnativo. In questo caso è stato davvero notevole, perché la Taylor si è data da fare per garantire la continuità dei suoi obiettivi. 

Perché la proprietà dei dipendenti è una buona notizia per i clienti dell’azienda? 

Ai clienti interessa soprattutto soddisfare le proprie esigenze. Però sono anche legati alle loro comunità o, nel caso degli artisti, vogliono creare la loro musica preferita per poterla condividere. La proprietà dei dipendenti della Taylor ha risvolti favorevoli per tutti questi tipi di consumatori. Adesso i lavoratori della Taylor che si occupano da sempre di progettare e realizzare chitarre sono ancora più legati all’azienda e ottengono un maggiore riconoscimento per gli straordinari strumenti e servizi che offrono. È un miglioramento diretto dei desideri del cliente e un motivo in più per incentivare la produttività dei dipendenti-proprietari della Taylor. Al contempo, i consumatori vedono che la Taylor si impegna sempre più per il benessere dei suoi lavoratori, e sono in molti ad ammirare le aziende che operano in questo modo perché rispecchia il loro modo di pensare al lavoro: li rende orgogliosi di essere in affari con aziende come la Taylor. Possiamo lasciarci distrarre dai meccanismi della partecipazione al capitale sociale, ma in fin dei conti si tratta di migliorare i rapporti tra le persone. 

Esiste una correlazione tra realizzazione dei dipendenti e soddisfazione dei clienti? 

La partecipazione dei dipendenti funziona bene nelle aziende in cui il modo di lavorare è direttamente correlato alla qualità del prodotto finale. Il lavoro giornaliero degli operai Taylor non è facile, altrimenti lo farebbero tutti. Perciò, quando la Taylor aiuta i dipendenti a capire il legame con il proprio lavoro, li incoraggia anche a portare a termine prodotti di qualità che faranno felici i clienti. Ovviamente non è che basti un ESOP per conseguire questo risultato: il merito va a Bob, Kurt, Andy e a chiunque li abbia aiutati a costruire l’azienda. La proprietà dei dipendenti aiuta a proteggere questo ambiente, a metterlo in luce e rinforzarlo, dando a noi la possibilità di vedere come il successo collettivo sia direttamente interconnesso. È un ragionamento semplice: se i dipendenti-proprietari sono felici del proprio lavoro, allora lavorano meglio, il che comporta prodotti migliori per i clienti. 

Preservare la nostra passione per le chitarre 

Dal suo punto di vista, Andy Powers è molto soddisfatto dalla sicurezza offerta dalla partecipazione societaria dei dipendenti: in questo modo si garantisce che l’organizzazione continuerà a essere al servizio dei musicisti per i prossimi decenni. Per una persona immersa da sempre nel mondo della progettazione di strumenti musicali, che ha studiato l’evoluzione di altre aziende multigenerazionali e che ha assistito a cambi di proprietà, Andy riconosce le opportunità e i valori unici che la Taylor offre ai musicisti compiendo questo passo in avanti. 

“Quando i fondatori di un’azienda cedono la proprietà della loro creatura, c’è sempre il rischio che si verifichi una deviazione dei suoi obiettivi primari, concentrandosi sui profitti a discapito del prodotto offerto ai clienti, spesso per coprire i debiti”, afferma. “I clienti notano che l’azienda non è più al loro servizio, ma li vede solo come consumatori da spremere. Quando avviene una cosa del genere, il cambio di mentalità intacca la filosofia sulla quale si fondava l’azienda”. 

“L’ESOP è un’opzione stimolante perché garantisce l’obiettivo di continuare a produrre ottimi strumenti musicali negli anni a venire”, aggiunge. “La Taylor rinnova il suo impegno nei confronti dei musicisti, fornendo al contempo risorse a dipendenti, fornitori e foreste. Non si favorisce un gruppo a discapito di un altro. Io la considero l’opzione migliore per un’azienda di chitarre che intende continuare a realizzare strumenti eccezionali”. 

Andy Powers spiega come l’azionariato dei dipendenti aiuterà a preservare la cultura di creatività di Taylor.

I fornitori, i rivenditori e gli altri partner strategici della Taylor hanno reagito positivamente alla notizia. La nostra leadership si è voluta assicurare di mantenere inalterati operatività, vertici aziendali e gamma di prodotti durante il passaggio di proprietà, lasciando che Bob e Kurt continuassero a gestire l’azienda. Non si trattava solo di mandare un messaggio di continuità, ma anche di evitare speculazioni sul futuro della Taylor così da rassicurare gli animi delle persone interessate da questa trasformazione.

In questo modo hanno anche fornito un esempio di successo per altre aziende con filosofie creative che in futuro potrebbero ripercorrere gli stessi passi.

“Voi siete un esempio brillante su come muoversi bene nella nostra industria”, ha scritto Meng Ru Kuok, cofondatore e AD di BandLab Technologies e AD di Swee Lee Music, il nostro channel partner di Singapore, Malesia e Indonesia, in un messaggio di congratulazioni diretto a Kurt Listug. “Siamo molto orgogliosi di collaborare con voi, spero che un giorno io possa seguire la stessa vostra strada”.

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Scorri verso il basso

Dopo aver svelato lo scorso ottobre la nostra bella chitarra GT divertente da suonare, abbiamo realizzato dei modelli in ottimo palissandro e koa.

Per quelli di noi alla Taylor che accompagnano i nuovi design inventivi di chitarre nel mondo, una delle gioie del nostro lavoro è soddisfare i bisogni dei musicisti, fornendo loro strumenti musicali che ispirano e mai visti prima: di solito una chitarra con una qualche nuova combinazione di rifiniture migliorate che facilitano l’esecuzione o una palette sonora rinnovata da esplorare. Di solito entrambe.

È quello che è successo a ottobre, quando abbiamo svelato la nostra Grand Theater, meglio conosciuta come GT. Come riportato nel dettaglio nella storia della copertina del precedente numero, il maestro liutaio Andy Powers ha osservato un interesse crescente tra i chitarristi per le proporzioni compatte e la sensazione di agilità di una chitarra più piccola, senza lesinare sul suono. Volevano uno strumento da palco e da studio in grado di produrre un suono ricco e da corpo di dimensioni normali.

In realtà qualche anno fa Andy stava già girando intorno all’idea del design prima che Taylor si impegnasse a sviluppare ciò che lo scorso inverno è diventato la GT. Dall’inizio sapeva che una delle scelte fondamentali di design per questa chitarra, quella che avrebbe aiutato a definire sia la sensazione che il suono, sarebbe la lunghezza della scala delle corde (misurata dal capotasto all’ossicino). Mirava a qualcosa di più corto della lunghezza delle corde della maggior parte delle chitarre acustiche (“La maggior parte è di circa 650-660 millimetri” nota), ma sempre maggiore della lunghezza delle corde tipica di una chitarra considerata da viaggio, fino a circa 600 millimetri (la lunghezza della scala della nostra GS Mini). Per la maggior parte delle persone, quella zona intermedia potrebbe sembrare trascurabile, ma per Andy, è stato fondamentale creare una nuova categoria di chitarra con un’invitante sensazione e un suono nuovi. Alla fine, Andy è arrivato a una lunghezza della scala di 612 millimetri, l’equivalente di mettere il capotasto a una chitarra con una lunghezza della scala di 647 millimetri al primo tasto.

Per le proporzioni del corpo ha immaginato qualcosa di più grande della popolare GS Mini, ma leggermente più piccola della Gran Concert. Ha preso in prestito le curve armoniose dello stile del corpo più grande, la Grand Orchetsra, ma lo ha ridotto e lo ha reso meno profondo.

“È [Classe C] un meccanismo differente per esagerare la risposta esagerata delle basse di una chitarra piccola mentre continua ad aumentare il design della Classe V, come volume e intonazioni migliorati”

Integrati insieme, le caratteristiche uniche del design della GT la collocano in una categoria propria, grazie a un miscuglio affascinante di comfort nel suonare e di suono. La lunghezza della scala, insieme a uno spessore sottile delle corde (.012-.053), produce una tensione leggera e flessuosa (la stessa di una chitarra con una lunghezza della scala di 647 millimetri accordata mezzo tono sotto). La lunghezza di scala più corta significa anche una spaziatura dei tasti leggermente condensata, rendendo gli accordi più complicati più facili da suonare.

“È una delle chitarre più facili da suonare su abbia mai messo le mani” ha scritto il guru della rivista Guitar Palyer Art Thompson nella sua recensione della GTe Urban Ash per la pubblicazione dell’edizione di dicembre, poco prima di darle l’Editors’ Pick Award. “È leggera come una piuma, ma anche così dinamica ed espressiva.”

Tra gli altri tocchi di sfumature che contribuiscono alla sensazione di comodità della GT ci sono un’ampiezza del capotasto di 436 millimetri, un compromesso tra le ampiezze di 444 e 428 millimetri sulle altre Taylor a 6 corde, più un nuovo profilo del manico che soddisfa la lunghezza della scala unica.

“Questo profilo presenta degli elementi della classica forma del manico Taylor e offre un sottile cenno al design a intaglio composto che abbiamo sviluppato per la Grand Pacific”, dice Andy. “In termini di proporzioni, in mano risulta più profondo e pieno rispetto a quanto si potrebbe supporre per una chitarra così agile, ma la sottile transizione del profilo mentre ci si sposta dal capotasto al tacco dà una bella sensazione equilibrata, che facilita l’esecuzione.”

Le persone ci chiedono in continuazione informazioni al riguardo – dai principianti ai musicisti esperti ansiosi di ridurre lo stress delle mani e portare avanti la loro passione – mentre sono alla ricerca di modelli per un’esecuzione ottimale. Grazie alle sue molte caratteristiche che alleviano le mani, senza dubbio la GT è una bella opzione da scoprire.

L’origine del divertimento serio

Quando abbiamo lanciato la GT a ottobre – il nostro modello più andato a ruba di sempre – con il nostro motto “divertimento serio” abbiamo inviato un messaggio di fusione tra la maneggevolezza e le alte prestazioni che riteniamo incarnare la GT. Storicamente parlando, senza dubbio la nostra GS Mini è diventata la chitarra di maggior successo che abbiamo mai offerto, in parte perché siamo stati in grado di fondere la dimensione perfetta per il divano con un suono sorprendentemente robusto. Eppure sapevamo che c’era spazio – e desiderio tra i musicisti – per un altro livello di raffinatezza musicale da una chitarra compatta.

Il modello di debutto, la GT Urban Ash, è caratterizzato da fondo e fasce in Urban Ash e da un top in abete rosso massiccio, ed è dotato di elettronica ES2 opzionale. La scelta di questa specie di frassino (anche conosciuto come Shamel o sempreverde) è stata paranco doppio: adoriamo le sue caratteristiche sonore simili al mogano e abbiamo pensato a questa chitarra come un’altra emozionante dimostrazione del nostro impegno nelle iniziative per il legno urbano, utilizzando del legno procurato in modo responsabile da alberi a fine vita destinati a essere rimossi dalle aree comunali.

Inoltre, volevamo realizzare il nostro primo modello GT ampiamente accessibile ai musicisti, così presenta caratteristiche semplici ed è nella stessa fascia di prezzo delle chitarre della serie American Dream; è tra le chitarre più economiche interamente in legno massiccio e realizzate in USA della linea Taylor.

Finora, questa chitarra è stata imbracciata da artisti e recensori che hanno avuto la possibilità di metterci le mani sopra.

Occhi puntati su: FINNEAS

Leggete la nostra intervista a FINNEAS, cantautore e produttore pluripremiato, uno dei primi a suonare la nuova GT K21e.

Come parte della serie di video “First Look”, l’editor di Premier Guitar John Bohlinger ha condiviso le sue prime impressioni sulla GT e gli è piaciuto molto il suo “incantesimo blues”. Si è anche soffermato sulla dualità di “divertimento serio” dello strumento.

“È una chitarra con cui si può stare in un bosco per qualche giorno e poi andare a suonare a un concerto in un’arena il giorno dopo”, ha detto dopo un giro di prova.

Per reazioni precedenti alla GT Urban Ash, si veda la “Recensioni”.

Nuovi modelli GT

Fin dalla sua prima fase di sviluppo, la GT ha offerto un grande potenziale come un’altra struttura versatile per Andy per altri suoni interessanti (e trattamenti estetici) all’interno della linea Taylor. Anzi, l’abbiamo adottata ufficialmente come membro della nostra famiglia di forme del corpo, denominata con il numero 1 all’interno del nostro schema di denominazione dei modelli.

Per dare il via al 2021, siamo entusiasti di espandere l’impronta della GT con due nuovi modelli: la GT 811e in palissandro e abete rosso, che porta un altro suono ricco alla nostra serie 800, e la K21e interamente in koa, che aggiunge una nuova allettante personalità musicale alla nostra serie Koa.

Nicholas Veinoglou mette in mostra la struttura confortevole e la sonorità sontuosa delle nuove Taylor GT 811e e GT K21e.

Ecco la GT 811e…

Andy era ansioso di realizzare una chitarra GT con il classico abbinamento palissandro e abete rosso Sitka.

In questo contesto confronta il lavoro con il legno con il modo in cui diversi chef o regioni usano gli ingredienti di base in un modo nuovo per mettere la propria impronta culinaria in un piatto familiare.

“Con la GT 811, sentirete il suono familiare della chitarra flattop in abete rosso e palissandro, ma grazie alla forma e alla struttura nuove della GT, le esperienze di ascolto e di suonabilità offrono una dimensione decisamente nuova”, dice Andy. “Questa iterazione mantiene la sensazione di aderenza, delle corde e al tocco, i contorni snelli del corpo e il suono sorprendentemente ampio della GT che amiamo, ma è stata plasmata in un suono più denso e armonicamente saturo. Il top risponde rapidamente anche alle articolazioni più delicate ed è sostenuto dal suono profondo e di sostegno per cui è noto il palissandro.”

Esteticamente, la chitarra condivide molte caratteristiche standard della serie 800, tra cui il binding in acero, una rosetta in abalone, il nostro intarsio motivo Element in madreperla, un battipenna in palissandro e una finitura lucida per il corpo di 4,5 ml. Le distinzioni includono l’incatenatura Classe C, un corpo senza poggiabraccio (grazie alla forma comodamente piccola della GT), e le meccaniche Taylor Mini in nichel fumé (i Mini sono più appropriati per le proporzioni ridotte di questo strumento e il loro peso minore mantiene la chitarra equilibrata a livello fisico). La GT 811e è dotata anche di elettronica ES2 e della nostra fantastica AeroCase, amata dai musicisti per la sua miscela di caratteristiche leggere, ma super robuste.

… E la GT K21e

Il modello interamente in koa della GT è caratterizzato da un’armonia unica di bellezza estetica, comfort nel suonare ed espressione.

“Da un punto di vista sonoro, questa chitarra è la perfetta dimostrazione delle medie bilanciate ed è per questo che è nota la dolcezza del koa”, dice Andy. “Ha un suono focalizzato e vibrante, con un attacco morbido e rotondo. La risposta equilibrata è molto utile per i musicisti che vogliono usarla come strumento di ritmo, una chitarra fingerstyle o per uno stile orientato all’elettrica.”

I modelli vantano top, fondo e fasce in koa massiccio figurato, con shaded edgesbust lungo tutto il corpo e il manico. Altre caratteristiche della serie koa includono binding e filetto decorativo in acero, un elegante intarsio Spring Vine in acero, una finitura lucida per il corpo di 4,5 ml e meccaniche Gotoh Mini 510 in oro antico. È dotata di pick-up ES2 e custodia AeroCase Taylor.

Una differenza sonora interessante tra i nuovi modelli GT e la GT Urban Ash originale, oltre alle sfumature sonore degli stessi legni, è l’effetto dei trattamenti di finitura diversi, come spiega Andy.

“Le chitarre GT Ash Urban hanno una finitura opaca ultra sottile e a base di acqua, che ha un fattore di smorzamento molto basso e permette un profilo di armonici diretto e organico”, dice. “Le chitarre delle serie 800 e koa hanno la finitura lucida Taylor più tradizionale, che filtra con abilità le caratteristiche di ogni pezzo di legno, perfezionando la risposta.”

Qualsiasi modello GT faccia per voi, una cosa è certa: una bella esperienza musicale è di famiglia.

Per maggiori dettagli su tutti i modelli GT Taylor, inclusi specifiche complete, foto, video, demo e altro, visitate taylorguitars.com e l’edizione digitale di questo numero. Per la disponibilità dei modelli, contattate il vostro rivenditore Taylor preferito.

Recensioni

Ecco alcune sintesi delle recensioni recenti della GTe Urban Ash.

Guitar.com

“… la suonabilità rilassata incoraggia i non virtuosi acustici a essere un po’ più ambiziosi. Per esempio, è più facile fare bending sulla corda del sol rispetto a su un’acustica con una lunghezza della scala più convenzionale. Perciò, è possibile approcciare gli assoli come su una chitarra elettrica con semplice accordatura in sol.”

“Le singole note dei registri più alti risuonano nell’aria più a lungo, gli armonici sono pieni e, anche con le accordature aperte, l’intonazione è superba…”

“Più tempo si passa con questo strumento e più il suo fascino si rivela. Le dimensioni compatte e la sensazione di intimità della GT sono perfette per i cantautori; questo strumento è adatto sia in un salotto che in uno studio.”

Chris Vinnicombe

Vintage Guitar

“Strimpellate un accordo e ascoltate il suono chiaro come una campana. Anche se non ha l’esplosione di una dreadnought, questa Taylor produce un suono ricco di sfumature sorprendenti per essere di dimensioni ridotte. Anche gli acuti sono dolci; non il suono tenue e debole di alcune acustiche, ma genuino…”

“Consideratela come l’acustica piccola dei professionisti… La GTe è pronta per i concerti dal vivo e per comporre canzoni… Questa Taylor non è un’altra chitarra da negozio, ma è davvero di ottimo livello.”

Pete Prown

Guitar Player

“La GT è molto reattiva al tocco di un chitarrista, guidandolo con facilità nei passaggi più morbidi e forti mantenendo sempre un suono dolce e focalizzato.”

“Ha una grande presenza che nasconde le sue dimensioni ridotte… È perfetta per i viaggi, ma anche per lo studio e/o per suonare dal vivo, grazie al suono ricco e da corpo di dimensioni normali.”

Art Thompson

American Songwriter

“La GT è perfetta per le volate e il fingerstyle: non è male quando si tratta di produrre un ritmo con il plettro… la GT ha il suono fondamentale da corpo di dimensioni normali con delle medie vivaci. Un tocco leggero produrrà una risposta più forte di quanto ci si possa aspettare.”

“In un certo senso, la scala ridotta e lo spazio minore tra le corde di questa chitarra gettano una nuova luce sulla tastiera. Mi sono divertito un sacco a suonare diversi accordi non comodi da eseguire su uno strumento con una scala standard!”

Christian Seaman

Un divertimento che fa sul serio

Scorri verso il basso

Arriva una chitarra del tutto nuova in termini di dimensioni, suono e sensazioni. La nuova Taylor GT combina un sound professionale a una forma versatile e divertente.

“La Taylor realizzerà mai una chitarra parlor?”

Questa è una domanda che viene posta spesso all’assistenza clienti Taylor. Ma Glen Wolff, il nostro manager dell’assistenza clienti, sostiene che non sempre le persone sanno definire esattamente cosa vogliono, perciò fanno riferimento a chitarre simili, come le chitarre parlor o, talvolta, le GS Mini in legno massello.

“Non è che i clienti vogliono a tutti i costi una chitarra parlor tradizionale”, afferma Wolff. “A loro piace la comodità delle chitarre compatte, anche se non vogliono scendere a compromessi in termini di resa sonora. Quindi presuppongono che una chitarra dal corpo ridotto, come le parlor o le GS Mini in legno massello, riesca a combinare le due cose”.

Ma c’è un inghippo: una GS Mini in legno massello non offre una differenza sonora sostanziale. Fidatevi, il mastro liutaio Andy Powers ne ha realizzate diverse per verificare questa teoria. Lui sapeva già che non era possibile, ma ci ha provato lo stesso, utilizzando colla proteica e altri materiali all’avanguardia per ampliare al massimo la risposta tonale. Alla fine, però, il risultato è stato talmente trascurabile da non poter giustificare la produzione di un modello con tali caratteristiche.

“Le dimensioni della Mini hanno dei limiti strutturali oltre i quali non ci si può spingere”, afferma Andy. “È un’ottima chitarra per le sue dimensioni, ma non si può amplificare molto il suono senza allungare le corde”.

Qualche anno fa, Bob Taylor giunse alla stessa conclusione quando cercò di sovralimentare la Baby Taylor, la nostra prima chitarra da viaggio, per darle una voce più possente.

“Di solito scopriamo che se restiamo entro i limiti di un determinato design, a prescindere da quante modifiche apportiamo, non è possibile ottenere cambiamenti notevoli”, raccontava Bob in un articolo di Wood&Steel del 2010, in cui illustrava le modifiche iniziali al modello Baby che portarono alla nascita della GS Mini. Bob capì che aveva bisogno di una tastiera più lunga e di un corpo più grande, e il resto è storia: la GS Mini diventò uno dei modelli Taylor più venduti.

Ma Bob conosce bene anche i limiti sonori della Mini riconducibili alle sue dimensioni.

“Se dovessi descrivere il sound della Mini, lo definirei divertente e diretto”, spiega Andy. “Ma se suonaste un GS Mini per tanto tempo e poi passaste a una Academy 10, che è una chitarra più grande, restereste a bocca aperta”.

Dimensioni da viaggio e standard

Se pensate alle diverse dimensioni delle chitarre acustiche con corde in acciaio, di solito vengono suddivise in due categorie: dimensioni standard e dimensioni da viaggio (quest’ultima è chiamata così perché facilmente trasportabile). Una delle caratteristiche principali è rappresentata dalla lunghezza delle corde, o lunghezza della scala, che si riferisce alla lunghezza massima della corda, dal capotasto alla sella, quando vibra senza essere premuta.

In generale, le chitarre da viaggio hanno una minore lunghezza della scala, che può raggiungere i 23-1/2 pollici, pari alla lunghezza della scala della GS Mini. Di solito le chitarre a dimensioni standard, o a scala completa, hanno una lunghezza compresa tra i 24-3/4 e i 25-1/2 pollici. Le normali chitarre Taylor a dimensioni standard hanno due lunghezze della scala: 24-7/8 pollici nei nostri modelli Grand Concert e nelle Grand Symphony riprogettate, e 25-1/2 pollici per i nostri altri modelli, che generalmente sono piuttosto lunghi rispetto alle normali lunghezze della scala.

Se avete prestato attenzione alle chitarre introdotte da Andy, a partire dal suo arrivo alla Taylor una decina d’anni fa, avrete notato che ha esplorato molto i nostri modelli Grand Concert a 12 tasti (lo stile del corpo della Grand Concert è il più piccolo tra le nostre chitarre a dimensioni standard). Dopo essere stati aggiornati, questi modelli riescono a combinare una minore grandezza del corpo, con un manico ridotto a 12 tasti, a una lunghezza della scala di 24-7/8 pollici, andando a creare una chitarra comoda da suonare quando si è seduti e che facilita il movimento delle dita.

Fin dal loro debutto, le nostre chitarre a 12 tasti godono di una vasta popolarità tra i musicisti, in particolare tra chi vuole ridurre l’affaticamento della mano che preme le corde. Ma queste chitarre offrono anche un’ottima risposta tonale, specialmente nelle frequenze medie, grazie in parte alla posizione del ponte vicino al centro della sezione inferiore.

Inoltre, Andy è riuscito a sfruttare i punti di forza della nostra piattaforma a 12 tasti/Grand Concert per realizzare modelli a 12 corde che vengono incontro alle esigenze dei musicisti, come la 562ce, la 362ce e la nuova Builder’s Edition 652ce: adesso queste chitarre, che erano già ben note per essere le 12 corde più facili da suonare, hanno raggiunto nuove vette di comodità e utilità musicale.

Tra le altre cose, Andy ha concepito una forma intermedia tra le dimensioni standard e da viaggio, soppesando le possibilità offerte da una chitarra che si trovi più o meno a metà strada tra la GS Mini e la Grand Concert in termini di grandezza e lunghezza della scala.

“Ho cominciato a esaminare quella zona inesplorata tra le lunghezze convenzionali della scala standard e da viaggio, per arrivare alla conclusione che mancava qualcosa”, racconta. “Era come se ci fosse un’altra categoria ancora nascosta. Volevo creare una chitarra che fosse abbastanza grande da avere una buona sonorità, ma al contempo abbastanza piccola da avere una comodità e una suonabilità senza pari”.

Una nuova lunghezza intermedia della scala

Come nel caso delle proporzioni del corpo, la lunghezza della scala rappresenta una scelta fondamentale nella creazione di una chitarra.

“Tra le principali decisioni che un liutaio deve prendere quando vuole progettare uno strumento, la lunghezza delle corde è una delle prime”, afferma Andy. “Questo parametro influenzerà quasi tutte le scelte successive”.

Quando ha iniziato a progettare le dimensioni di questa nuova chitarra, Andy ha raggiunto ciò che definisce una lunghezza intermedia della scala, che misura 24-1/8 pollici, la stessa lunghezza delle corde se si suona una chitarra da 25-1/2 pollici con un capotasto sul primo tasto.

“Alcuni chitarristi, me compreso, a volte abbassano di un semitono l’accordatura della chitarra”, spiega. “Certi musicisti preferiscono fare così in modo da poter cantare più facilmente in un registro, mentre altri apprezzano semplicemente la tensione minore delle corde: quando abbassi le corde di un semitono, queste si flettono di più, come se si fosse ridotto lo spessore. Sebbene questa sensazione di flessibilità possa risultare molto allettante, io non voglio sempre suonare con un semitono abbassato; a me piace suonare con una tonalità da concerto, soprattutto quando sono insieme ad altri musicisti. Per testare questa lunghezza della scala, ho preso una normale lunghezza da 25-1/2 pollici, l’ho abbassata e ho messo un capotasto sul primo tasto”.

Il chitarrista e direttore musicale Nicholas Veinoglou offre una dimostrazione del timbro audace e brillante della GT.

Creare un nuovo stile del corpo

Una volta definita la lunghezza della scala, Andy ha cominciato a progettare il nuovo stile del corpo, immaginandosi una via di mezzo tra GS Mini e Grand Concert. Ha pensato a una forma senza spalla mancante con le linee del corpo della Grand Orchestra, riducendole. Sebbene la larghezza della sezione inferiore (15”) e della profondità del corpo (3-3/4”, misurata al foro di risonanza) siano le stesse della Grand Concert, la lunghezza del corpo (18-1/2”) è più corta di un pollice.

Il corpo è stato rinominato “Grand Theater”, seguendo la tradizione dei nostri stili del corpo. Tuttavia, nel campus Taylor le hanno dato il nomignolo di “GT”, che si presta alla personalità musicale giovane e divertente di questa chitarra.

La nuova catenatura C-Class

Per dare voce alla GT, Andy ha sfruttato gli stessi concetti costruttivi dell’innovativa catenatura a V (nello specifico l’interazione tra rigidità e flessibilità delle corde) per ottenere un sustain duraturo e un volume piacevole. Tuttavia, avendo a disposizione un corpo leggermente più piccolo, Andy ha voluto modificare ulteriormente la risposta in frequenza, progettando una catenatura asimmetrica.

“La V-Class è stata ideata per avere una risposta lineare lungo tutto il registro”, spiega. “Ogni nota ha una caratteristica decisamente uniforme. Invece, lavorando con questa chitarra piccola e perfettamente proporzionata, ho cercato una risposta tonale più asimmetrica. Grazie all’architettura asimmetrica di questa chitarra, posso ampliare la risposta delle frequenze basse. Normalmente è complicato ottenere una buona risposta delle basse nei corpi piccoli, poiché la superficie che sposta l’aria è ridotta. Usando questa catenatura modificata, invece, la risposta tonale sembra nascondere le sue dimensioni ridotte, andando ad aumentare il fattore divertimento”.

Poiché l’architettura impiega un design a cantilever (o a sbalzo) per dare voce alla chitarra, abbiamo deciso di chiamarla catenatura C-Class.

Il debutto con l’Urban Ash

Sia Andy che Bob Taylor hanno colto l’opportunità data da questa nuova chitarra per confermare l’uso dell’Urban Ash, un legno introdotto all’inizio di quest’anno con la Builder’s Edition 324ce e la nuova Grand Symphony 326ce, che fa il suo debutto in questo numero. Questo tipo di legno viene ricavato in maniera sostenibile dai frassini prossimi all’abbattimento delle aree urbane nella California del sud; le proprietà tonali di questo frassino sono paragonabili a quelle del mogano dell’Honduras: secco, legnoso e con un piacevole calore delle medie.

È un albero che Bob Taylor ha definito con affetto “il golden retriever” dei legni per chitarre.

“Questo frassino vuole solo farti felice”, afferma. “È facilissimo da lavorare in ogni aspetto – stagionatura, taglio, sabbiatura – oltre ad avere ottime qualità musicali”, sostiene. “È perfetto sotto ogni punto di vista”.

Il fondo e le fasce in frassino massello sono abbinati a un top in abete massello. Proprio come le nostre nuove chitarre American Dream, la tastiera, le chiavi delle meccaniche e il ponte sono realizzati in eucalipto fumé, un materiale bello e resistente. Gli osservatori più acuti noteranno che le dimensioni del ponte sono state ridotte per adattarsi al corpo della GT.

Il nuovo modello sarà presentato con il nome di GT Urban Ash, con l’opzione di installare la nostra elettronica ES2 integrata. Come nel caso dei modelli American Dream, il costo della GT sarà il più basso tra tutte le nostre chitarre prodotte negli Stati Uniti – sarà nella stessa fascia di prezzo della serie 200 Deluxe: le GT e le American Dream sono le chitarre più economiche tra tutte quelle realizzate in legno massello negli Stati Uniti.

Le caratteristiche della GT Urban Ash comprendono intarsi della tastiera in acrilico italiano (motivo Pinnacle), una rosetta con tre anelli in koa, filetto della tavola nero, colore Urban Sienna sul frassino del fondo e delle fasce, una sottilissima finitura satinata da 0,05 mm, mini-meccaniche Taylor in nickel e la nostra custodia AeroCase leggera e resistente.

Andy e il nostro gruppo di sviluppo dei prodotti hanno grande fiducia nelle potenzialità della GT ed è possibile che prossimamente saranno introdotti nuovi modelli in altre serie della linea Taylor.

Una sensazione “perfetta”

Dal momento che si tratta di una chitarra nuova in tutto per tutto – lunghezza della scala, forma del corpo, dimensioni del manico e catenatura – la magia della GT deriva dall’armonia di questi elementi, che vanno a creare una sensazione e un suono unici. Fin dalle prime bozze, Andy ha voluto trovare una nuova categoria di chitarre a metà strada tra le dimensioni standard e da viaggio, cosa che ha conferito alla GT un’aura di “perfezione” nel campus Taylor. Non a caso, il nome ufficiale del suo progetto, datole dal gruppo di sviluppo dei prodotti, era “progetto Riccioli d’oro” (nella favola la protagonista mangia un porridge dalla temperatura “perfetta”).

Le corde della GT sono a tensione bassa (.012-.053), come se si abbassasse di un semitono l’accordatura di una chitarra da 25-1/2”. La tensione ridotta fa sembrare che monti una muta di corde da 11 (Custom Light, .011-.052), dando una bella sensazione di flessibilità ma senza perdere la potenza offerta dalle corde più spesse.

Lo spazio ridotto tra i tasti rende anche più semplice l’esecuzione di accordi complessi.

“Quando provate a fare un accordo complesso che copre diversi tasti, con la GT risulterà più semplice rispetto a tante altre chitarre”, spiega Andy. “Anche per chi ha le dita lunghe, le dimensioni di questi tasti sono molto comode, è come se si suonasse più in alto sulla tastiera. Grazie alla minore tensione delle corde, è più facile premere sui tasti, mentre gli spazi ridotti offrono una maggiore destrezza”.

Un’ulteriore distinzione, rispetto agli altri modelli Taylor, è data dall’ampiezza del capotasto, da 1-23/32 pollici – più largo dei capotasti da 1-11/16” e più stretto di quelli da 1-3/4” – che garantisce un comodo distanziamento tra le corde; questo aspetto, abbinato alla compattezza dell’attaccatura tra manico e corpo, avvicina le vostre mani, riducendo la fatica quando si eseguono accordi barré.

Il legame tra auto e chitarre GT

Le similitudini tra le caratteristiche musicali della Taylor GT e la GT in quanto categoria di auto sportive non sono sfuggite ad Andy. Nell’industria automobilistica, la designazione GT (acronimo di “grand tourer”, derivato dall’espressione italiana “gran turismo”) sta a indicare auto sportive maneggevoli e veloci, dotate di optional di lusso che le rendono comode e divertenti da guidare per lunghi lassi di tempo.

“Questa chitarra possiede qualità simili”, sostiene Andy. “Offre una maneggevolezza eccezionale e una risposta rapidissima, che la rendono una chitarra estremamente divertente da suonare. Le dimensioni compatte e la tensione ridotta delle corde”, aggiunge, “fanno sì che la GT sia la chitarra più facile da suonare tra tutti i modelli in legno massello della linea Taylor, riducendo la stanchezza delle mani quando si suona a lungo”.

Per quanto Andy adori elencare tutte le caratteristiche che conferiscono alla GT un’identità musicale unica (oltre ad apprezzare i molti appassionati di chitarre Taylor a cui interessano gli approfondimenti più tecnici), ritiene che per convincere i musicisti sia molto più facile fargli provare lo strumento. Come nel caso della GS Mini, la comodità della GT la rende molto accessibile, mentre la qualità del suo sound spingerà i musicisti a dare il meglio di sé.

“Non è necessario conoscere nel dettaglio il funzionamento di questa chitarra per poterla suonare con soddisfazione, proprio come non è necessario essere un meccanico per guidare con piacere”, afferma Andy. “L’importante è prendere in mano la chitarra e iniziare a suonare”.

La ricca risposta musicale della GT Urban Ash spazia da toni alti cristallini a bassi gutturali, come dimostrato qui da Nicholas Veinoglou.

Il successo tra gli artisti

Negli ultimi mesi Jay Parkin, membro del team di marketing della Taylor, presentatore del nostro podcast From the Factory e dei video settimanali Taylor Primetime in streaming sul nostro canale YouTube, ha collaborato con Tim Godwin, direttore delle relazioni con artisti, per far provare la GT a diversi musicisti. Non ce n’è stato uno che non abbia apprezzato il suo feel, la sua reattività e la sua resa timbrica.

“Questa chitarra è fantastica perché adoro il sound delle acustiche grandi, però io sono piccolina”, racconta la cantautrice di Los Angeles Sara Niemietz. “Per me è perfetta, è veloce e ha un suono incisivo”.

Thunderstorm Artis, KT Tunstall, Chris Conley e altri artisti Taylor danno il loro parere sulla Taylor GT.

Chris Conley, cantante e chitarrista del gruppo rock Saves the Day, ha scritto a Jay: “Ma perché è così perfetta? Non riesco a smettere di suonarla. Dico davvero”.

Keith Goodwin, membro della band Good Old War, ha scritto: “OH PORCA PUPAZZA. Non ho mai suonato una chitarra così in vita mia”.

Nick Veinoglou vive a Los Angeles ed è un chitarrista, compositore, insegnante e direttore musicale che partecipa a tour nazionali e internazionali con Jordan Fisher e Bazzi, artista sotto contratto con la Atlantic Records. Si è innamorato della chitarra appena l’ha provata.

“Non mi era mai capitato di sentirmi così a mio agio con una chitarra nuova”, afferma. “Mi fa tornare in mente i motivi per cui ho iniziato a suonare”.

Jay si è fatto un’idea dopo aver registrato la chitarra per la creazione di alcuni video.

“Questa è una perfetta chitarra da registrazione”, sostiene. “Ha un suono imponente e al contempo focalizzato”.

Il cineasta e tecnico del suono Gabriel O’Brien, che ha firmato l’articolo sulla registrazione di chitarre acustiche all’interno di questo numero, l’ha suonata e registrata a lungo.

“È così facile da suonare”, dice. “Ha tutte le qualità che la gente cerca in una GS Mini con caratteristiche premium – corde più leggere, un capotasto più largo, legno massello, una scala leggermente più lunga – ma sono questi elementi a contraddistinguere la GT. L’ho utilizzata nel mixaggio di alcuni video e se l’è cavata egregiamente. L’ho usata molto spesso, anche quando ero in pausa. Il suono mi piace a tal punto che ho deciso di registrare di nuovo le mie parti con la chitarra in un altro progetto”.

Potrete trovare la nuova Taylor GT Urban Ash nei rivenditori Taylor autorizzati a partire da ottobre. Per conoscere nel dettaglio lo sviluppo della GT, potete guardare il nostro video podcast From the Factory, in cui Andy Powers e Bob Taylor approfondiscono la questione.

Coraggio

Scorri verso il basso

La cultura dell'innovazione di Taylor si fonda su una base di passione, risoluzione dei problemi e risolutezza. Durante i periodi difficili sappiamo come rispondere – ovvero prendendoci cura degli altri tanto quanto di noi stessi.

Questa è una domanda che viene posta spesso all’assistenza clienti Taylor. Ma Glen Wolff, il nostro manager dell’assistenza clienti, sostiene che non sempre le persone sanno definire esattamente cosa vogliono, perciò fanno riferimento a chitarre simili, come le chitarre parlor o, talvolta, le GS Mini in legno massello.

“Non è che i clienti vogliono a tutti i costi una chitarra parlor tradizionale”, afferma Wolff. “A loro piace la comodità delle chitarre compatte, anche se non vogliono scendere a compromessi in termini di resa sonora. Quindi presuppongono che una chitarra dal corpo ridotto, come le parlor o le GS Mini in legno massello, riesca a combinare le due cose”.

Ma c’è un inghippo: una GS Mini in legno massello non offre una differenza sonora sostanziale. Fidatevi, il mastro liutaio Andy Powers ne ha realizzate diverse per verificare questa teoria. Lui sapeva già che non era possibile, ma ci ha provato lo stesso, utilizzando colla proteica e altri materiali all’avanguardia per ampliare al massimo la risposta tonale. Alla fine, però, il risultato è stato talmente trascurabile da non poter giustificare la produzione di un modello con tali caratteristiche.

Dopo quasi mezzo secolo Kurt e Bob hanno imparato che né i tempi buoni né quelli cattivi durano per sempre, e che il giusto mix di passione, grinta e determinazione ti puo’ far superare i passaggi più difficili.

“Quando eravamo un’azienda piccola e squattrinata abbiamo lavorato duramente e non ci siamo mai arresi, non importa quanto la sitiazione sembrasse senza speranza”, dice. “Abbiamo abbassato la testa e continuato a lavorare, fare brainstorming, provare. Non avevamo l’esperienza su cui basarci. Abbiamo dovuto inventare tutto e cercare idee brillanti per rispondere al mercato. E abbiamo avuto alcune emergenze reali lungo la strada, situazioni in cui abbiamo dovuto prendere decisioni ardite per evitare di fallire e capitolare. Quella capacità di rispondere alle avversità si è inserita nel nostro DNA aziendale”.

La natura del loro percorso ha dato a Bob e Kurt un profondo rispetto per i musicisti che lavorano nel mondo percorrendo un percorso parallelo che richiede anch’esso adattabilità e grande resilienza nel perseguimento delle prorie passioni per sopravvivere. Lo stesso senso di parentela si estende anche ai compagni costruttori di strumenti e proprietari di negozi di musica indipendenti, e in realtà a chiunque abbia perseguito il proprio sogno con tenacia.

Sebbene Taylor sia un’azienda più grande ora, con un Team più ampio di talenti e risorse a sua disposizione, il maestro liutaio Andy Powers, ora anche un partner della proprietà, afferma che uno dei punti di forza della cultura di Taylor è che possiamo ancora pensare come un piccolo negozio.

“Una delle ragioni per cui adoro lavorare con Bob e Kurt è il modo in cui hanno mantenuto quella mentalità veloce e impavida dell’inizio”, dice. “Hanno costruito un’eredità di lavoro duro attraverso i giorni buoni, i giorni normali e quelli duri”.

Naturalmente, il colosso della pandemia COVID-19, con la sua sconvolgente interruzione globale, ha introdotto una scala completamente diversa di difficoltà e complessità su cui dover navigare. Eppure Bob, Kurt e Andy, insieme ad altri leader di Taylor, si sono nuovamente rivolti alla procedura di Taylor in tempi di avversità: chiudere i boccaporti, diventare creativi e progettare soluzioni che soddisfino le esigenze dei nostri partner nella comunità musicale.

Rispondere ad una nuova realtà

Come azienda di portata globale, Taylor ha prestato molta attenzione agli sviluppi quotidiani all’estero mentre la crisi COVID-19 si diffondeva dalla Cina all’Europa e poi agli Stati Uniti all’inizio di quest’anno, creando un’ondata progressiva di chiusure aziendali e blocchi sociali. La principale preoccupazione di Taylor era la protezione della salute e del benessere dei dipendenti e delle loro famiglie negli Stati Uniti, in Messico, in Europa e in Camerun. Allo stesso tempo, sapevamo che anche i mezzi di sussistenza dei nostri rivenditori e fornitori, insieme ai musicisti che lavoravano, erano a rischio.

All’inizio di marzo abbiamo iniziato a implementare ulteriori procedure di salute e sicurezza interne e, subito dopo, abbiamo sospeso le visite alle fabbriche e chiuso al pubblico il nostro campus di El Cajon, in California. Il 19 marzo il governatore californiano Gavin Newsom ha emesso un ordine di chiusura statale e la produzione di chitarre a El Cajon è stata sospesa. La regione messicana della Baja California, dove si trova il nostro stabilimento di produzione di Tecate, era parecchie settimane indietro rispetto alla nostra cronologia qui nel sud della California. Venerdì 17 aprile, è stata presa la decisione di sospendere tutte le operazioni anche in Messico.

Fortunatamente, il team di e dirigenti Taylor si erano incontrati in modo proattivo per pianificare uno scenario di cessazione delle attivita, immaginando anche cosa sarebbe stato necessario per riaprire, aiutando i dipendenti di El Cajon a partecipare al programma di condivisione del lavoro dello stato della California (che offre alle aziende un’alternativa flessibile ai licenziamenti) allo sviluppo di nuovi protocolli di sicurezza in preparazione dell’eventuale ritorno alla produzione di chitarre.

Taylor ha inoltre avviato un dialogo con i funzionari della città di El Cajon e della contea di San Diego, assicurandosi che fossero a conoscenza e a sostegno delle fasi pianificate. Di conseguenza, siamo stati in grado di lavorare senza intoppi verso un approccio graduale di riapertura delle operazioni critiche in loco.

Nel frattempo, abbiamo spostato le operazioni non legate alla produzione in modalita’ da casa, sfruttando le piattaforme di teleconferenza per incontrarci e collaborare. E siamo cosi’ tornati subito al lavoro.

Rimanere in contatto con i clienti

Sebbene avessimo smesso di accettare chitarre per la riparazione, i membri del nostro team di assistenza clienti hanno continuato a rispondere ai clienti in remoto in Nord America ed Europa e sono stati in grado di lavorare senza problemi. Vista la configurazione remota, il responsabile del servizio clienti Glen Wolff ha deciso che il dipartimento avrebbe funzionato meglio utilizzando principalmente e-mail e chat.

“Un momento come questo dà alla musica e ai musicisti un ruolo ed un senso maggiore”.

Tim Godwin, Diretorre delle relazioni con gli artisti

“Avevamo già fatto molte comunicazioni tramite e-mail e chat private, quindi è stata una facile transizione quando si e’ dovuto lavorare da casa”, afferma Wolff. “Non rispondere alle chiamate ci ha concesso il tempo di rendere disponibile l’opzione di chat web dal vivo quasi tutto il giorno e i clienti la usano molto. Abbiamo anche approfittato della flessibilità delle persone mentre lavoravano da casa e la maggior parte dei giorni abbiamo ampliato la copertura della chat dalle 6:00 alle 17:00. Sta funzionando bene. Riteniamo di riuscire a soddisfare le aspettative dei clienti “.

Supporto ai Rivenditori

Sapevamo che i nostri partner commerciali, in particolare i negozi di musica indipendenti, sarebbero stati vulnerabili alle incertezze future. Il tempo era essenziale, quindi a metà marzo abbiamo agito rapidamente per creare e implementare una promozione più velocemente di quanto avessimo mai fatto prima.

La promozione, chiamata Taylor Days, era diversa da qualsiasi altra cosa avessimo mai fatto: qualcosa progettato per offrire un grande valore ai clienti e aiutare i rivenditori a fare affari in un momento in cui molti erano sul punto di chiudere temporaneamente i loro negozi fisici.

“Si e’ passati da un semplice idea ad un progetto tangibile per i rivenditori in pochi giorni”, afferma VP Sales Taylor Monte Montefusco. “È stato un vero riflesso della nostra cultura, il nostro desiderio di aiutare i nostri rivenditori e la nostra capacità di riunirci come una squadra.”

La promozione è proseguita da fine marzo a fine maggio ed è stata ampiamente condivisa da rivenditori e clienti. È stato offerta in Nord America (Stati Uniti e Canada) e adattato per altri mercati in tutto il mondo, tra cui Europa, Messico, Perù, Costa Rica, Cile, Corea del Sud e Australia.

“I rivenditori piu’ attivi si sono adattati e hanno trovato nuovi modi per servire le loro comunità musicali”, afferma Monte. “I social media sono diventati il ​​nuovo cartello “Siamo Aperti” sulla porta di casa. La promozione è stata un ottimo modo per i concessionari per raggiungere ed ispirare i musicisti a perfezionare il loro mestiere rimanendo a casa”.

I negozi indipendenti, come il rivenditore Taylor di lunga data Tobias Music, situato nel sobborgo di Chicago di Downers Grove, erano grati di avere un’offerta convincente da trasmettere ai clienti in un momento difficile per tutti.

“È stato grandioso per noi”, ha dichiarato Paul Tobias a fine aprile. “In quel momento il nostro negozio era chiuso da cinque settimane e il nostro governatore aveva appena annunciato che l’ordine ‘Stay at Home’ sarebbe stato esteso. In generale, gli affari sono in calo, ma con la promozione di Taylor On Line, eravamo ancora sopra l’acqua dopo cinque settimane di inattività. Durante questi tempi difficili, Taylor ci ha lanciato un’ancora di salvezza”.

Altri negozi si sono adattati come potevano, con alcuni offrendo consegnna sul marciapiede di fronte al negozio per gli ordini online. I rivenditori tradizionali hanno risposto alla nuova realtà in modi che potrebbero offrire uno sguardo al futuro della vendita al dettaglio. Con in mente le norme di distanziamento sociale, Lidgett Music a Council Bluffs, Iowa, si è appoggiata a singoli appuntamenti in negozio. I musicisti hanno apprezzato la capacità di testare le chitarre senza distrazioni di altri musicisti e rumori di sottofondo tipici di un negozio di musica.

Il Lavoro con i nostri Fornitori di Legno

La natura dirompente della pandemia ha anche rappresentato una sfida per Taylor da gestire con i nostri fornitori di legname. Per prima cosa, lavoriamo con fornitori che vanno da molto piccoli a molto grandi e ogni situazione può richiedere una soluzione Ad Hoc. I fornitori più piccoli sono spesso più vulnerabili, spiega il nostro direttore delle operazioni e approvvigionamento del legno, Charlie Redden.

“Molti dei nostri fornitori di legno hanno solo due o tre clienti che acquistano da loro una volta all’anno”, afferma. “Quando un piccolo villaggio in America Centrale si affida a uno o due clienti – e noi ci affidiamo a loro – la partnership richiede molta attenzione in un momento come questo”.

Un’altra sfida è venuta dal modo in cui la pandemia ha sincronizzato il ritmo della nostra catena di approvvigionamento perché ha interrotto bruscamente le nostre attività produttive, ma in molti casi i nostri impegni di acquisto del legno sono stabiliti per un anno o più. E spesso sono in gioco i mezzi di sussistenza di quei fornitori.

“Stiamo trovando modi creativi per acquistare abbastanza legno per mantenere in attività i nostri fornitori strategici mantenendo un livello di inventario di legno sano per Taylor”, afferma Redden. “E se possiamo anche aiutare i nostri fornitori collegandoli con altre opportunità di mercato come l’arredamento, il legno per hobby o l’industria delle costruzioni per compensare il fatto che non stiamo acquistando così tanto legno in questo periodo, siamo felici di farlo. ”

Aiutare gli artisti ad adattarsi

La massiccia interruzione dell’industria musicale ha costretto gli artisti a diventare creativi in ​​modi nuovi. Alcuni chitarristi professionisti si sono impegnati a dare lezioni online, mentre altri artisti si sono rivolti a piattaforme di social media come Instagram, Facebook e Twitter per pubblicare o trasmettere live streaming delle loro esibizioni. Coloro che hanno creato una fedele base di fan hanno trovato modi alternativi per sfruttare i social media e monetizzare le loro esibizioni virtuali, in alcuni casi tramite concerti live streaming a pagamento e in altri casi con un salvadanaio virtuale per le offerte.

Abbiamo dato il nostro supporto agli artisti di Taylor come potevamo, principalmente utilizzando le nostre piattaforme di social media per promuovere i loro live streaming e altre esibizioni ai fan di Taylor. Abbiamo messo insieme un calendario settimanale di tutti i live streaming pianificati dalla famiglia di artisti Taylor sul nostro Live From Home Digest, situato nella sezione blog del nostro sito web. Puoi controllare ogni settimana i flussi di nuovi artisti da Facebook, Twitter, YouTube e altro.

Tim Godwin, direttore delle relazioni con gli artisti di Taylor, afferma che nonostante le gravi sfide finanziarie che molti artisti attualmente stanno affrontando, alcuni hanno trovato un buon riparo e scoperto altri vantaggi durante questi tempi surreali.

“Alcuni hanno usato il tempo per affinare la propria tecnica o concentrarsi sulla scrittura di nuovo materiale o esplorare nuovi modi per condividere la musica con gli ascoltatori da casa”, afferma Godwin. “Altri, me compreso, hanno collaborato a distanza con amici musicisti. La realtà è che molti musicisti, nel bene e nel male, sono più disponibili al momento, quindi in alcuni casi sono finalmente in grado di addentrarsi in progetti creativi che rimandano da molto tempo. E stanno trovando l’esperienza davvero gratificante “.

Altri artisti affermati hanno offerto spettacoli virtuali da casa a sostegno di enti di beneficenza. Per gli appassionati di musica che trascorrono più tempo a casa loro stessi, le esibizioni offrono un collegamento diretto e intimo con i loro artisti preferiti.

Godwin afferma che più che mai questa esperienza condivisa ha sottolineato il senso di comunità nel mondo della musica, sia tra le persone del settore sia tra artisti e pubblico.

“Ho visto più atti di empatia e gentilezza tra le persone”, afferma. “Un momento come questo dà alla musica e ai musicisti un ruolo ed un senso maggiore. È ancora intrattenimento, ma è anche più di questo. È un modo per coinvolgere le persone e aiutarle a sentirsi connesse anche quando sono fisicamente separate”.

“Anche nel mio ruolo con Taylor ho scoperto che le persone sono più disponibili a parlare in questo momento”, aggiunge Godwin. “Che si tratti di un artista o di qualcun altro che lavora nel settore, abbiamo più tempo per discutere e collaborare a progetti interessanti da pianificare in anticipo.”

Bob e Andy si mettono al lavoro

Sebbene la produzione di chitarre di Taylor sia stata messa in pausa temporanea, qualcosa ribolliva dietro le quinte. Bob Taylor e Andy Powers hanno risposto alla sfida del momento collaborando con rinnovato vigore in diversi progetti, i loro slanci di progettazione si sono intensificati e sincronizzati mentre si alimentavano in modo creativo.

“Sia Andy che io non manchiamo di pensiero creativo”, dice Bob. “Siamo sia costruttori, sia risolutori di problemi. Quando ci sentiamo con le spalle al muro, amiamo trovare soluzioni innovative ai problemi e, poiché ci sono piu’ cose in ballo, lavoriamo più velocemente”.

Da parte sua, Andy ha sempre una serie di progetti di chitarra che cuociono a fuoco lento, in attesa del momento giusto per dargli vita. La realtà attuale, unita all’incertezza futura, ha fornito lo stimolo per portare avanti diversi progetti.

“Stiamo lavorando a questi progetti a beneficio di tutti: i nostri dipendenti, i nostri rivenditori e fornitori e, naturalmente, i musicisti”, afferma. “Stiamo prendendo in considerazione tutto e utilizzando tutte le nostre risorse per calibrare tutto ciò che facciamo per I tempi in cui viviamo”.

Sebbene non siano ancora liberi di rivelare i loro progetti in arrivo, Andy afferma che saranno impregnati di un rinnovato scopo e finalita’. Nelle riunioni di sviluppo del prodotto tenute in teleconferenza in aprile, sia Andy che Bob sono stati più energici che mai mentre discutevano della prossima ondata di prodotti che intendevano produrre.

“Mentre alcuni potrebbero dire che facciamo solo chitarre, credo che facciamo qualcosa di molto più”, dice Andy. “Possiamo aiutare a creare un punto luminoso di speranza, di sollievo e un modo per condividere le nostre esperienze sotto forma di un’altra canzone”.

Nuovi protocolli di sicurezza

Durante la chiusura della fabbrica di Taylor, il nostro team di dirigenti ha supervisionato completmente i nostri nuovi protocolli di sicurezza interna sia a El Cajon sia a Tecate, seguendo le linee guida ufficiali dei funzionari sanitari statali e locali. Ciò includeva l’implementazione di un rigoroso distanziamento sociale all’interno delle fabbriche, l’aumento dei livelli di pulizia e l’uso di dispositivi di protezione individuale per chiunque nel campus. I termometri frontali a infrarossi senza contatto sono utilizzati anche per misurare la temperatura dei dipendenti prima che entrino nell’edificio di lavoro.

Altre modifiche includono il distanziamento tra le postazioni di lavoro, compresa la schermatura in plexiglas (fabbricata internamente), insieme alle disposizioni di distanziamento sicuro nelle cucine e nelle aree di riposo. Nella nostra fabbrica a Tecate, abbiamo sfruttato le nostre capacità sartoriali per iniziare a produrre mascherine.- lì realizziamo gia’ molte delle nostre gig bag.

“Le stiamo usando nelle nostre sedi Tecate ed El Cajon”, afferma Chris Wellons, vicepresidente della produzione Taylor. “Abbiamo anche donato diverse migliaia di mascherine”.

Siamo stati autorizzati a ristabilire alcune operazioni di fabbrica su base limitata a maggio con un piccolo gruppo di artigiani (tutti partecipanti volontariamente), con un ritorno alle operazioni di fabbrica a tempo pieno partito il 18 maggio.

Uno degli obiettivi importanti dell’adattamento del nostro ambiente di lavoro alle nuove realtà è preservare nella nostra cultura aziendale, afferma il vicepresidente dello sviluppo prodotto Ed Granero, membro del team esecutivo di Taylor insieme a Wellons.

“Abbiamo promosso una cultura collaborativa, laboriosa ‘a porte aperte’, afferma Granero. “La nostra forza è nel lavorare in gruppo. Mentre ci spostiamo in questa prossima iterazione della nostra vita lavorativa, troveremo nuovi modi di lavorare in gruppo e raggiungere ancora i nostri obiettivi. Mentre i nostri addetti alla produzione tornano al lavoro, le nostre misure di sicurezza sono un passo importante verso la costruzione della fiducia quando tutti ricominceremo a lavorare insieme ”.

Granero osserva che mentre le chitarre potrebbero non essere considerate “essenziali”, le persone di Taylor lo sono assolutamente.

“Le persone qui sono laboriose, innovative e dedite in ogni settore”, afferma.

Sia Granero che Wellons hanno anche voluto ringraziare tutti quelli di Taylor che hanno contribuito a mantenere accesa la nostra “spia luminosa” in fabbrica durante l’interruzione della produzione.

Wellons ha elogiato le persone di diversi dipartimenti, dalle risorse umane alle strutture produttive che si sono riunite per implementare i nuovi protocolli.

“Voglio solo estendere un enorme ringraziamento a tutti i nostri dipendenti coinvolti nella pianificazione, nel coordinamento e, soprattutto, nell’esecuzione di questi protocolli interni”, ha condiviso in una nota alla società. “Apprezziamo profondamente il coraggio e la dedizione che tutti hanno mostrato durante quello che è stato un periodo senza precedenti e inquietante.”

 “La musica non è un orpello, è una necessità.”

Kurt Listug

Il Cammino Davanti a Noi

Mentre questa nuova normalità inizia a prendere forma, Kurt attinge dalle esperienze passate sue e di Bob mentre guarda avanti.

“Stiamo scoprendo come navigare in queste acque limacciose”, afferma. “Qui abbiamo una leadership e una creatività incredibili e abbiamo dipendenti straordinari. Sono completamente fiducioso che riusciremo a farcela diventando cosi’ un’azienda ancora più forte.

“Una delle tante cose che amo della nostra cultura aziendale è il modo in cui tutti ci sosteniamo l’un l’altro mentre lavoriamo insieme verso un obiettivo comune, specialmente in tempi difficili”, afferma. “Alcuni dei miei momenti di orgoglio maggiori qui sono stati quelli in cui tutti abbiamo deciso di rispondere alle avversità come gruppo. Bob e Andy hanno condiviso con i nostri dipendenti il concetto che questa sfida la si deve vincere tutti insieme. Vorrei fare eco a quel sentimento ed espanderlo per includere la più ampia comunità musicale di rivenditori e fornitori di cui abbiamo il privilegio di far parte. “

Domande e risposte con il co-fondatore e CEO di Taylor Kurt Listug

Q: Sia tu che Bob avete forgiato l’identità di Taylor Guitars di fronte alle avversità quotidiane. Hai avuto le spalle contro il muro molte volte, soprattutto ai primi tempi dell’azienda. In che modo queste esperienze hanno preparato te e Bob – e ora Andy Powers e altri leader all’interno dell’azienda – a rispondere in situazioni come queste?

A: Le esperienze passate ci hanno dato molta fiducia nel fatto che possiamo superare qualsiasi cosa. Anche quando non riusciamo a vedere la luce alla fine del tunnel. Abbiamo dimostrato a noi stessi che siamo pieni di risorse. Anche se è stressante, sappiamo che faremo molti passi avanti e scoperte che altrimenti non avremmo fatto o che avremmo fatto molto più lentamente.

Q: Cosa stai imparando da questa particolare esperienza come leader? Come pensi che Taylor Guitars emergerà da questa crisi più forte come organizzazione?

A: Sono stato entusiasta di vedere le persone attivarsi in tutta l’azienda e fare tutto il possibile per far andare avanti l’attivita’. Le persone sono coinvolte al 100% e impegnate per il successo. Penso che l’organizzazione stia divetando ancora piu’ coesa. Il nostro lavoro di squadra è migliore di come lo sia mai stato in passato e stiamo gettando le basi per alcuni dei nostri anni più gratificanti e di successo.

Q: Nonostante lo shock al sistema creato dallo scenario attuale, è stato affascinante vedere come siano state adattive le persone. Che si tratti di artisti che abbracciano nuovi modi di coinvolgere le persone attraverso piattaforme di social media o di rivenditori che diventano creativi nel modo in cui conducono gli affari, nascono nuove idee e alcune mettono radici. Qual è la tua opinione su ciò che hai visto e vissuto? E cosa ne pensi del potere della musica in un momento come questo?

A: Non puoi sederti. Non esiste alcuna garanzia di sopravvivenza. È una situazione incredibilmente dirompente e tutti dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per raddrizzare la nave e fare rotta verso giorni migliori. È stato gratificante e confortante testimoniare di nuovo il potere e l’importanza della musica. La musica non è un orpello, è una necessità.

Q: Dal tuo punto di vista, dirigendo un’azienda che ha sempre premiato le relazioni sviluppate con i dipendenti, clienti, rivenditori, venditori e altri partner, perché supportarle è particolarmente importante in un momento come questo?

A: L’azienda fa del suo meglio e tutti abbiamo successo quando prendiamo decisioni che vanno a beneficio del numero più ampio di persone e svantaggiandone il meno possibile. Questo concetto parla del nostro valore nel prenderci cura degli altri e di valutare le nostre azioni in modo che abbiano il più ampio impatto positivo possibile. Questo e’ sempre importante, ma, soprattutto nei momenti difficili, devi assicurarti di coivolgere il più possibile gli altri in questa direzione.

Q: È stato bello vedere Bob e Andy lavorare insieme più da vicino ultimamente per trovare il modo di progettare, farsi strada nella situazione attuale e reagire alle nuove realtà che i consumatori e i rivenditori dovranno affrontare. Nonostante gli ostacoli da superare, entrambi sembrano creativamente eccitati. Allo stesso modo ti trovi stimolato in modo creativo mentre pensi alle strategie aziendai di Taylor per il futuro?

A: Assolutamente. Questa situazione ha davvero un tempo ridotto: stiamo lottando per fare il maggior progresso possibile nell’ambito di una durata sconosciuta di questo evento dirompente e imprevedibile per come cambierà il mondo. Addentrarsi in questa sfida e cambiare il normale ritmo delle operazioni è super corroborante.

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