Strumenti da sogno

Scorri verso il basso

Nata nelle avversità, la nuova serie American Dream è stata ideata per rispondere al nostro bisogno fondamentale di espressione musicale.

Ognuno di noi ricorda bene il momento in cui la pandemia di COVID ha interrotto la normalità delle nostre vite. Alla Taylor, abbiamo seguito la progressione globale del virus come se fosse un lento fronte atmosferico, e il 18 marzo abbiamo temporaneamente sospeso la produzione nel nostro campus in California, senza sapere quando saremmo stati in grado di riaprire.

Il mastro liutaio Andy Powers ha capito la portata e la drammaticità della situazione quando al suo risveglio, una mattina, si è ritrovato a leggere i messaggi dei suoi amici musicisti, persone che vivono in ogni parte del mondo.

“In quel momento mi sono reso conto che tutti i miei amici musicisti erano disoccupati”, racconta. “Tutti i tour, tutti gli spettacoli, i gruppi, i tecnici, gli autisti. Avevano annullato perfino gli spettacoli nei ristoranti e nei bar della zona. L’intero mondo della musica dal vivo era cambiato”.

Mentre la gente iniziava a fronteggiare le incertezze future, Andy ha intuito che, nonostante l’enorme cambiamento delle nostre vite e, nello specifico, dell’industria musicale, per le persone poter suonare sarebbe diventato più importante che mai. E non soltanto per i musicisti professionisti, ma anche per i dilettanti e chiunque abbia bisogno di una valvola di sfogo per la propria espressività, specialmente in un periodo in cui il distanziamento sociale porta le persone a riflettere sulle cose che contano davvero per loro.

Andy ricorda di aver pensato ai possibili bisogni della gente e alle mosse che la Taylor avrebbe dovuto intraprendere quando si è recato allo stabilimento dopo che la produzione era stata interrotta.

“È strano aggirarsi in una fabbrica chiusa”, dice. “Le luci sono spente, non c’è nessuno in giro e le chitarre sono riposte sulle rastrelliere in attesa che tornino i lavoratori”.

E una volta tornato il team di produzione in California, che tipo di chitarre avrebbero realizzato?

“Abbiamo di fronte a noi un periodo di incertezza, perciò dovremmo creare chitarre adatte a questi tempi ritornando all’essenzialità. Costruiamo ciò che possiamo. Qui abbiamo gli attrezzi. Abbiamo il legname. Abbiamo le corde per chitarra. Che tipo di chitarra può servire a una persona chiusa in casa con la propria famiglia, che vuole suonare le sue canzoni preferite? Noi vogliamo realizzare quella chitarra”.

Keith Goodwin commenta la sonorità calda e l’estetica accessibile delle chitarre American Dream.

Durante la pausa di produzione, mentre l’impianto Taylor veniva modificato e venivano introdotti i nuovi protocolli di sicurezza, Andy e Bob Taylor hanno passato molto tempo insieme nel campus a discutere le strategie di sviluppo e produzione in questa nuova realtà. Andy ha condiviso alcune idee per una chitarra che risultasse appropriata a questi tempi e che si potesse realizzare nella nostra fabbrica in California. Qualcosa di utilitario, che possedesse tutti gli elementi essenziali di una grande chitarra: una costruzione in legno massello, la catenatura a V della Taylor, una versatilità in grado di coprire diversi stili musicali, ma anche che si potesse produrre negli Stati Uniti e vendere a un prezzo più contenuto.

“Ho cominciato a ideare queste chitarre con requisiti molto spartani; dovevano essere chitarre molto modeste e oneste”, afferma Andy. “Quando io e Bob abbiamo iniziato a discutere di queste chitarre, è stato chiaro fin da subito che la pensava esattamente come me”.

Al momento della scelta del legno, i due hanno adottato un approccio alla “ingegniamoci con ciò che abbiamo”, tenendo in considerazione i possibili ritardi nella filiera della Taylor.

“Per prima cosa abbiamo studiato le nostre scorte di legname: avevamo dei legni con caratteristiche più individualistiche del solito rispetto ai materiali che usavamo normalmente”, racconta Andy. “Avevamo degli ottimi top in mogano e in sapelli che possedevano il tipo di carattere che stavamo cercando. Per i manici avevamo un sacco di mogano, oltre all’ovangkol e a un ottimo abete. Tutti questi tipi di legno sono fantastici per la realizzazione di strumenti, ma in quel momento non erano utilizzati solo perché non soddisfacevano i criteri esatti della nostra selezione esistente di chitarre”.

Puntare sulla Grand Pacific

Quando è venuto il momento di scegliere gli stili del corpo, Andy ha voluto introdurre la nuova chitarra usando la forma della Grand Pacific, dato che la sua voce robusta e la sua versatilità musicale la rendevano uno strumento eclettico e affidabile.

“Questa chitarra ha un sound trasversale”, sostiene Andy. “La considero un’acustica polivalente che risponde bene allo strumming, al fingerstyle, al flatpicking o a chi desidera un approccio robusto e vigoroso. Mi sono immaginato un gruppo di amici e di familiari intorno a un fuoco o in giardino, intenti a suonare e a cantare canzoni tutti insieme. La Grand Pacific è una bellissima chitarra d’accompagnamento”.

Nasce la serie American Dream

Come abbiamo illustrato nella storia principale all’interno dello scorso numero di Wood&Steel (2020, numero 2, vol. 97), la capacità della Taylor di rispondere alla pandemia è stata la prova della determinazione e della grinta che ormai fanno parte della nostra cultura aziendale. 

Ai soci fondatori Bob Taylor e Kurt Listug sono tornati in mente i momenti difficili dei loro inizi e tutti gli ostacoli che hanno dovuto superare. Così, quando è arrivato il momento di dare un nome alla nuova serie di chitarre progettata da Andy, hanno voluto rendere omaggio al negozio di chitarre chiamato “American Dream”, dove si conobbero Bob e Kurt, in seguito acquistato e trasformato nel 1974 in Taylor Guitars. La serie American Dream vuole incarnare la tenacia e lo spirito di problem-solving della nostra azienda.

Sebbene Andy non fosse ancora nato quando fu fondata la Taylor Guitars, uno dei motivi per cui è legato allo spirito Taylor, come ha spiegato nel nostro ultimo numero, è il modo in cui Bob e Kurt hanno mantenuto “la mentalità coraggiosa e ardita degli ultimi arrivati”. E questa mentalità, questa passione, questa pulsione per l’innovazione e il desiderio di ispirare le persone a creare musica non hanno fatto che accentuarsi dall’arrivo di Andy, come può testimoniare chiunque abbia familiarità con i numerosi prodotti rivoluzionari lanciati dalla Taylor.

Un design per questi tempi

Il nucleo creativo delle chitarre American Dream, specialmente la filosofia “tutto il necessario, niente di superfluo”, risale ai primi esperimenti di Andy con la catenatura a V, che in seguito sarebbe diventata lo stile del corpo della Grand Pacific.

“Uno dei miei metodi da liutaio, quando lavoro su un design del tutto nuovo, consiste nel cercare di ottenere la forma più essenziale possibile, con rifiniture ridotte al minimo così da vedere esattamente come se la cava lo strumento”, racconta.

Questo approccio è stato utilizzato nello sviluppo della serie Academy, introdotta nel 2017: un design ridotto all’osso per far sì che i musicisti in erba possano avere un’esperienza gratificante senza sforare il proprio budget.

Sotto molti aspetti, la serie American Dream accoglie e amplia lo stesso concetto con le sue caratteristiche da performance professionale: realizzazione in legno massello, catenatura a V, bordi del corpo finemente smussati, sound e suonabilità eccezionali, ed elettronica ES2 opzionale. Doveva anche essere una chitarra realizzabile nella nostra fabbrica in California, così da poter aiutare la ripresa della produzione una volta ripartiti. Puntando su un design sobrio abbiamo snellito il processo di produzione, in modo da dare ai nostri clienti un prodotto dal rapporto qualità/prezzo eccezionale: questa serie è la più economica tra tutte le chitarre Taylor in legno massello realizzate negli Stati Uniti, a un prezzo inferiore alla serie 300. (La nuova chitarra Taylor GT, introdotta in questo numero, ha lo stesso prezzo di vendita).

Grazie agli sforzi coordinati dei nostri team di sviluppo e di produzione, abbiamo potuto dare inizio alla fabbricazione delle chitarre American Dream in poco tempo. Il nostro stabilimento in California è tornato a pieno regime il 18 maggio e, nonostante il tempo necessario per preparare i nostri artigiani alle nuove procedure di sicurezza, alle nuove postazioni e alle modifiche del processo lavorativo, siamo stati in grado di riprendere la produzione di chitarre a giugno.

I modelli

Basandoci sul nostro inventario di legni, abbiamo sviluppato tre modelli di base per il lancio della serie American Dream: due chitarre che abbinano un fondo e fasce in ovangkol massello a un top in abete massello, e una che offre un top in mogano insieme a un fondo e fasce in sapelli massello. In questa nuova serie abbiamo anche una nuova opzione di tastiera e ponte in eucalipto fumé. (Abbiamo usato l’eucalipto anche nei nostri nuovi modelli GT, come illustrato in questo numero). La specie che stiamo usando si può paragonare all’ebano in termini di peso e densità, pertanto risulta estremamente resistente e ideale per contenere i tasti.

“È da diverso tempo che stiamo sperimentando questo materiale”, afferma Andy. “Le tastiere e i ponti in eucalipto hanno un suono davvero eccellente, e queste chitarre ci sono sembrate appropriate per il suo uso”.

Il chitarrista Nicholas Veinoglou presenta la serie American Dream.

AD17 / AD17e

Il nostro primo modello di Grand Pacific in ovangkol/abete si adatta perfettamente alla catenatura a V del suo corpo. In questa chitarra, la gamma sonora dell’ovangkol (simile al palissandro) e il calore naturale delle medie sono molto accentuati, stabilizzati dalla nitida potenza dei bassi e incrementati dall’armonia delle note resa possibile dall’architettura V-Class. La gamma dinamica del modello mette in evidenza la sua versatilità: la chitarra risponde bene a un fingerpicking leggero e se la cava egregiamente con un flatpicking aggressivo o un attacco in strumming. Il suono viene potenziato anche dalla sottilissima finitura opaca che riduce al minimo lo smorzamento: un vantaggio in più, se si considera l’ottimo sustain reso possibile dal V-Class. Su questo modello, a livello visivo fondo e fasce in ovangkol ricordano il palissandro, grazie all’applicazione della nostra tinta scura Urban Sienna.

Esplorate le caratteristiche della AD17.

AD17 Blacktop / AD17e Blacktop

Questo modello American Dream in ovangkol/abete con top nero offre un’alternativa dal forte impatto visivo, rispetto alla controparte con top naturale. La scelta estetica di Andy è stata dettata in parte dal legno disponibile nello stabilimento. In questo caso, avevamo della vernice ad acqua nera avanzata da un altro progetto, quindi Andy ha realizzato un prototipo con un top nero opaco e un battipenna nero: il risultato gli è piaciuto subito.

“È schietta come una maglietta nera”, dice Andy. “Incarna la mentalità di Henry Ford: diverse chitarre che ammiro, in particolar modo quelle realizzate durante la Grande depressione, negli anni bellici o durante altri eventi eccezionali, furono terminate con i materiali disponibili in quel momento”.

I bordi smussati del corpo non hanno il binding, ma l’attenta lavorazione dei bordi del top fa risaltare magnificamente il colore naturale dell’abete, così da far sembrare che il binding sia presente. Come ciliegina sulla torta, la rosetta in legno è composta da cerchi neri alternati all’acero. Per questi modelli, fondo e fasce in ovangkol mantengono il loro colore e la loro screziatura naturali.

Guardate Nicholas Veinoglou mentre mette alla prova la AD17.

AD27 / AD27e

Quest’acustica American Dream, che può vantare un top in mogano duro, combina le sfumature scure e ricche di venature a una voce calda e robusta, con note corpose ben distribuite lungo tutto lo spettro tonale. A livello di tavola armonica, la compressione naturale del mogano riesce a smussare le irregolarità dell’attacco del musicista, fornendo al contempo un’ottima amplificazione con il pickup ES2. Grazie alla potenza, alla reattività e al sustain del telaio V-Class/Grand Pacific, questa chitarra soddisfa praticamente tutti gli stili musicali. I walking bass saranno sempre puliti, le medie sono dolci e consistenti e perfino le note alte risuonano con una profondità tanto piacevole da spingere i musicisti a muoversi su quei registri.

A livello visivo, il top naturale in mogano si abbina perfettamente a fondo e fasce in sapelli, grazie anche ai bordi smussati e alla sottile finitura opaca che fa risaltare la personalità lignea della chitarra.

Meno rifiniture, più carattere

Oltre ai vantaggi sonori della rifinitura sottilissima (0,05 mm) di queste chitarre, Andy dice che questo aspetto vuole mettere in mostra le caratteristiche uniche dei legni usati in modo che possano essere viste e toccate.

“Ogni aspetto di questi design punta a far risaltare le particolarità della chitarra”, afferma. “Riduciamo al minimo perfino il tipo di finiture applicate a queste chitarre, così la natura di ogni pezzo di legno può essere ammirata senza che venga coperta. Potrete sentire al tatto la venatura del legno, perché queste sono finiture molto sottili e i pori restano aperti. Potrete sentire la liscezza del legno quando viene levigato. Potrete sentire quanto è sottile o larga la venatura del top in abete quando la finitura verrà assorbita con il passare degli anni, diventando parte dell’identità della chitarra. Ognuno di questi strumenti sarà unico”.

Legno di carattere

In un recente episodio del podcast From the Factory, Andy si è unito a Cameron Walt e Jay Parkin, membri del nostro team di marketing, per parlare delle nuove chitarre American Dream e spiegare nel dettaglio l’idea dei “legni di carattere” scelti per questi strumenti, e di come si distinguono dai legni più lavorati usati per realizzare le altre chitarre della linea Taylor.

“Per noi che lavoriamo con il legno, il materiale che utilizziamo per le chitarre è una risorsa di nicchia”, spiega. “Impieghiamo una piccola frazione dei pezzi di legno più perfetti e impeccabili disponibili sul mercato. Poi valutiamo ulteriormente questi materiali, dividendoli in gruppi appropriati per ogni modello o design”.

L’abete Sitka costituisce un buon esempio, dato che viene utilizzato per diverse serie della linea Taylor. Questa selezione serve a realizzare chitarre estremamente simili all’interno di una serie o di uno specifico modello.

Ciò che Andy definisce “legno di carattere”, selezionato per le nostre chitarre American Dream, soddisfa sempre i nostri requisiti per la realizzazione di strumenti di prim’ordine, ma per una serie di motivi (solitamente estetici) viene considerato al di fuori di questi parametri.

“Sappiamo bene che questo legno può essere usato per creare chitarre eccezionali, ma poiché non rientra nei parametri predefiniti di un certo modello di chitarra, lo mettiamo da parte e lo conserviamo per altri usi”, spiega. “Queste chitarre American Dream rappresentano l’occasione perfetta per utilizzare questi pezzi di legno d’eccezione. Hanno una personalità straordinaria e un sound formidabile. Ci adoperiamo per far risaltare le caratteristiche uniche di ogni singola chitarra appartenente a questa serie”.

Cosa dicono i critici

All’inizio dell’estate abbiamo inviato alcune chitarre American Dream per essere recensite, e fin da subito le reazioni sono state intense.

Art Thompson di Guitar Player ha recensito l’AD27 per l’edizione di ottobre della rivista; per lui l’aspetto più gratificante della catenatura V-Class è stato “l’intonazione eccellente lungo tutto il manico” e “il sustain migliorato, che rende una chitarra acustica molto più piacevole da suonare”.

“L’AD27 ha una voce importante e risuona con nitidezza, le medie possiedono una bella complessità e le basse sono molto consistenti”, scrive. “E il modo in cui questa chitarra leggera riesce a trasferire le vibrazioni delle corde lungo il corpo e il manico è sensazionale. È dinamica e sonora, per non parlare della reattività al tatto che verrà apprezzata da chi suona fingerstyle”. La rivista ha premiato questa chitarra con la “Scelta dell’editore”.

Nel frattempo, alla rivista Acoustic Guitar, il critico Emile Menasché ha provato l’AD27 per diverse settimane e a suo avviso è una chitarra riuscita sotto molti aspetti. Ha apprezzato subito alcune caratteristiche della Grand Pacific ideata da Andy.

“Il suono è più profondo di quasi tutte le acustiche che ho provato finora”, scrive. “Ha un suono pieno e robusto, ma non sordo. Nonostante le alte siano limpide e articolate, la ricchezza delle sfumature conferisce a ogni nota un senso di autorità”.

Questa chitarra ha avuto successo anche in uno dei classici punti di forza della Taylor: “un sustain forte, accompagnato da un complesso decadimento delle note, ricco di armonici intensi”.

Menasché si è divertito anche a esplorare la sua gamma dinamica.

“Se le singole note e gli arpeggi risuonano dolcemente, gli accordi hanno un suono forte, imponente e accentuato”, afferma. “A livello fisico e sonoro, l’AD27 è stata in grado di sostenere la mia mano pesante. Non si è mai scomposta e non ha mai emesso suoni stridenti a prescindere da quanto ci andassi giù pesante”.

Alla fine, l’ha giudicata una chitarra decisamente versatile.

“Per settimane, ho attaccato l’AD27 con tutto ciò che avevo nel mio arsenale: melodie delicate, blues aggressivi, gypsy jazz spigliati, schitarrate snaps and pops alla Pete Townshend, picking country. La Taylor ha gestito tutto senza un lamento. È anche comoda da suonare per lunghi periodi… Ho finito ogni sessione con l’AD27 meno affaticato del solito”.

Un nuovo modello: 326ce

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L’Urban Ash e il mogano danno alla nostra Grand Symphony rinnovata una nuova personalità sonora.

Quest’anno tra l’introduzione di un nuovo legno da fonti sostenibili — Urban Ash™ — e il restyling di una forma del corpo venerabile — la Grand Symphony — le ricerche orientate al futuro di Taylor sono in bella vista. Nessuna chitarra unisce queste due caratteristiche meglio della nuova 326ce, che regala alla serie 300 la magia del design innovativo della GS. Con la potenza musicale dell’architettura dell’incatenatura Classe V e il suono unico grazie a una spalla mancante soundport, questo nuovo modello vanta le virtù sonore del design della GS in un modo irresistibile, con l’abbinamento di Urban Ash e mogano, offrendo ai musicisti un altro ricco paesaggio sonoro da esplorare.

Dopo il debutto dei modelli GS rinnovati all’inizio dell’anno, la 816ce Builder’s Edition in palissandro/abete Lutz e la K26ce interamente in koa, abbiamo voluto dare la fedele risonanza del nuovo corpo a un altro modello più accessibile della linea Taylor. La serie 300 era come un rifugio: è famosa tra musicisti di tutti i tipi ed e ha un equilibrio perfetto tra perfomance e robustezza. Di recente per la prima volta abbiamo realizzato la 324ce Builder’s Edition in Urban Ash e la 317 è stato il primo modello Grand Pacific realizzato con questo legno al di fuori delle Builder’s Edition 517 e 717. Perciò, ancora una volta la serie 300 ospita un modello che pensiamo meriti di essere suonato da tantissimi chitarristi. 

Il corpo della Grand Symphony riprogettato in modo radicale sembra scontrarsi con la tradizione, ma ancora una volta Taylor fa onore alla sua storia d’innovazione. Il cambiamento che si nota di più è l’aggiunta di una spalla mancante soundport posta sotto il registro alto della tastiera. Dal davanti e da un punto di vista estetico il profilo basso dello scoop segue la linea della spalla mancante fiorentina con il suo “corno” appuntito. Vista dal dietro, si nota che il fondo della Grand Symphony è stato mantenuto intatto. Il design equilibra i vantaggi di una spalla mancante con la capacità del corpo GS.

Lance Allen suona la sua canzone “Rest Your Way Home” con la nuova Taylor 326ce.

Inoltre la stessa soundport esercita una potente influenza sulla risposta musicale della Grand Symphony. Sfalsata al top di circa 45 gradi, la soundport cambia il modo in cui le vibrazioni si disperdono dallo strumento nello spazio, sfruttando la grande capacità d’aria interna del corpo per produrre un effetto immersivo che dalla prosepttiva del pubblico dà la sensazione di essere circondati dal suono.

Uno dei tratti più allettanti della nuova Grand Symphony è il modo in cui le note sbocciano e prendono inedite sfumanture musicali mentre sostengono.

La 326ce trae vantaggio dalle grandi qualità musicali della sua forma grazie alla combinazione di fondo e fasce in Urban Ash massiccio, top in mogano massiccio e incatenatura Classe V. Dal punto di vista sonoro l’Urban Ash, proveniente in modo responsabile dagli alberi nelle aree municipali californiane appositamente designate, ricorda il mogano dell’Honduras secolare, con delle medie robuste caratterizzate da forti note fondamentali. Focalizzato e potente, l’abbinamento di legni della 326ce decolla con l’architettura della Classe V. Volume, sustain e intonazioni aumentati sono standard sui modelli Classe V; grazie all’Urban Ash e al mogano il carattere essenziale dei materiali sarà più udbibile: le note calde e legnose restano chiare e articolate anche se si propagano nella stanza. Uno dei tratti più allettanti della nuova Grand Symphony è il modo in cui le note sbocciano e prendono inedite sfumature musicali mentre sostengono. I musicisti potranno far respirare le note e gli accordi e i fan della registrazione potranno esplorare un intero nuovo mondo in termini di esperimenti con la posizione del microfono per catturare le diverse texture sonore.

Il nuovo design della GS ha aumentato anche la suonabilità e la risposta generale del corpo, grazie alla lunghezza della scala leggermente inferiore (24-7/8 pollici) e alle corde a bassa tensione, che non ci si aspetterebbe su un corpo di queste dimensioni.

Dal punto di vista estetico la 326ce incorpora l’Urban Ash per la spalla mancante soundport, che si fonde magnificamente con il fondo e le fasce. Per il resto, lo strumento condive la maggior parte dei dettagli della serie 300, come i filetti neri con decorazione sottile bianca e nera intorno al top, più una rosetta a tre anelli abbinata. Altre carattteristiche comprendono intarsi della tastiera e della paletta Gemstone in acrilico italiano, meccaniche satinate nere, un battipenna nero e il nostro trattamento di colore Urban Sienna (top, fondo, fasce e manico) con top shaded edgeburst, il tutto con una finitura satinata. La chitarra include anche la nostra elettronica ES2 e una custodia rigida deluxe Taylor.

Con il suono raggiante e la proiezione in tutto l’ambiente, la 326ce è uno strumento espressivo unico per qualsiasi chitarrista voglia espandere le proprie frontiere acustiche.

Una curva in più: Aggiornamento serie 800

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Abbiamo aggiornato alcuni modelli della serie 800, la nostra serie di punta, aggiungendo un poggiabraccio nel semplificare l’offerta di chitarre in palissandro.

Quest’anno tra l’introduzione di un nuovo legno da fonti sostenibili — Urban Ash™ — e il restyling di una forma del corpo venerabile — la Grand Symphony — le ricerche orientate al futuro di Taylor sono in bella vista. Nessuna chitarra unisce queste due caratteristiche meglio della nuova 326ce, che regala alla serie 300 la magia del design innovativo della GS. Con la potenza musicale dell’architettura dell’incatenatura Classe V e il suono unico grazie a una spalla mancante soundport, questo nuovo modello vanta le virtù sonore del design della GS in un modo irresistibile, con l’abbinamento di Urban Ash e mogano, offrendo ai musicisti un altro ricco paesaggio sonoro da esplorare.

Il passo più importante è stato l’aggiunta del nostro poggiabraccio a raggio ai modelli famosi, come la 814ce, la 812ce e la 812ce 12 tasti. Scolpito nel lato basso dell’attacco inferiore, il poggiabraccio rotondo alleggerisce un po’ della pressione della mano destra, aumentando il comfort e permettendo ai musicisti di suonare in un modo più rilassato.

Guardate la realizzazione di un poggiabraccio curvo nello stabilimento Taylor.

Produrre questo poggiabraccio richiede un’attenzione particolare da parte dei nostri migliori liutai. Nella serie 800 il poggiabraccio sarà in palissandro Indiano Orientale per abbinarsi al fondo e alle fasce di ogni chitarra, completato con un filetto in acero a contrasto. La 814ce e la 812ce sono caratterizzate da meccaniche Taylor in nickel affumicato, mentre la 12 tasti da meccaniche in nickel slot-head con bottoni in ebano.

Alcune chitarre della serie 800, come la 812ce-N con corde in nylon, rimarranno invariate. Altre, soprattutto la nuova 816ce Grand Symphony Builder’s Edition e la 818e Grand Orchestra, sono caratterizzate da tratti unici all’interno della serie e manterranno le caratteristiche attuali. Questo autunno date un’occhiata alle chitarre Taylor della nostra serie 800 rinnovata presso i rivenditori autorizzati o online.

Lindsay Love, la nostra artista e manager delle pubbliche relazioni, suona le nuove 814ce e 812ce.

  • 2020 Edizione 3 /
  • Un’introduzione alla registrazione con la chitarra acustica
Gabriel O'Brien plays his Taylor guitar at his home recording studio

Un’introduzione alla registrazione con la chitarra acustica

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Volete registrare qualche pezzo a casa? Vi sveliamo qualche trucco per ottenere un ottimo sound dalla vostra chitarra acustica.

Ognuno di noi ricorda bene il momento in cui la pandemia di COVID ha interrotto la normalità delle nostre vite. Alla Taylor, abbiamo seguito la progressione globale del virus come se fosse un lento fronte atmosferico, e il 18 marzo abbiamo temporaneamente sospeso la produzione nel nostro campus in California, senza sapere quando saremmo stati in grado di riaprire.

Il mastro liutaio Andy Powers ha capito la portata e la drammaticità della situazione quando al suo risveglio, una mattina, si è ritrovato a leggere i messaggi dei suoi amici musicisti, persone che vivono in ogni parte del mondo.

La registrazione casalinga è diventata più popolare grazie alle innovazioni tecnologiche e alla maggiore disponibilità di attrezzatura relativamente economica. Siamo passati dai registratori a quattro tracce alle digital audio workstation (o DAW) e alle interfacce audio. Quando ero agli inizi, non si sapeva bene come si potesse imparare a registrare in casa: in biblioteca potevamo trovare qualche libro a riguardo, ma nell’era pre-Internet le risorse erano limitate. Mio padre, un cantautore, registrava da sempre nello studio casalingo di un amico, prima con i registratori a quattro e otto tracce e poi con l’ADAT. Di solito la gente usava strumenti analogici o i primi sistemi digitali “tutto in uno”, sebbene le registrazioni basate su software fossero in rapida crescita.

La mia prima sessione di registrazione, in uno studio di Akron, in Ohio, fu incisa su un nastro magnetico da due pollici. Io volevo comporre e registrare canzoni, perciò comprai una delle prime interfacce USB e il microfono a condensatore più economico che potessi trovare in zona e cominciai a sperimentare. Da allora ebbe inizio la mia passione per la registrazione, che divenne poi una parte importante della mia carriera.

Sono stato molto fortunato a lavorare con Taylor Guitars a diversi progetti: The Acoustic SessionsCoffee & GuitarsFrom the Factory Podcast, e ora il progetto Music Together (cfr. Sonorità in questo numero). Inoltre sono uno degli amministratori del gruppo Facebook dei proprietari di chitarre Taylor e aiuto a gestire un gruppo sulla registrazione casalinga.

Mettiamo che abbiate comprato la vostra prima interfaccia di registrazione e magari anche un microfono. E adesso? In seguito a un post sui miei gruppi, ecco alcune domande poste di frequente sulla registrazione di chitarre acustiche.

Qual è la chitarra migliore per registrare?

Proprio come nella scelta di chitarre da suonare a casa o in un gruppo, le combinazioni di legni e di forme del corpo giocano un ruolo importante nel risultato finale della registrazione. Non esistono regole ferree in materia, ma dipende tutto dai gusti personali. Se vi piace un suono incisivo per melodie folk e bluegrass, potreste voler provare una Grand Pacific in palissandro o con fondo e fasce in mogano. Magari volete una chitarra che si incastri bene in un mix con altri strumenti, perciò una Grand Auditorium serie 600 con fondo e fasce in acero potrebbe fare al caso vostro. Se invece volete suonare un delicato pezzo fingerstyle opterei per una Grand Concert, o per qualcosa di più orchestrale andrei con una Grand Symphony. Oppure volete scombinare tutti i preconcetti e usare gli strumenti a modo vostro. In questo caso non esistono scelte giuste o sbagliate, è soltanto una questione di creatività. Chi mi conosce sa bene che sono un grande appassionato del mogano, fin da quando comprai una 514ce nel 2005, la mia prima Taylor. Poi quando presi una Builder’s Edition 517 WHB, quello strumento divenne il centro del mio “chitarsenale”. Oggi tendo a usare la mia Builder’s Edition 517 WHB quando strimpello e cerco i suoni caldi del mogano, mentre uso una 814ce in palissandro e abete per quasi tutto il resto.

Il top della chitarra sposta l’aria, perciò è meglio avere un po’ di spazio tra il top e il microfono per catturare questa vibrazione.

Qual è il modo migliore per registrare una chitarra acustica?

Come bisogna posizionare il microfono per una chitarra acustica?

La posizione del microfono conta più della tipologia di microfono, e spostare questo strumento durante il processo di registrazione è una soluzione di gran lunga migliore rispetto a tutto ciò che si può fare dopo che la registrazione si è conclusa. Capire come acquisire il miglior profilo sonoro della chitarra in base alle vostre necessità rappresenta un ottimo punto di partenza.

Se state registrando una chitarra acustica per un brano strumentale, avere diversi microfoni vi aiuta ad acquisire l’intera gamma di suoni emessi dal vostro strumento: così facendo non registrerete solo il suono della chitarra, ma anche quelli dell’ambiente in cui è situata, dando all’ascoltatore una maggiore sensazione di immersione. A volte i tecnici usano due microfoni uguali in una posizione stereo XY, che corrisponde all’incirca al modo in cui sentiamo, per posizionare l’ascoltatore di fronte alla chitarra. In un mix pop o rock, spesso si consiglia di usare soltanto un microfono per la chitarra, concentrandosi invece sulle sue qualità percussive per risaltare nella registrazione. Per la chitarra acustica io uso di solito da uno a tre microfoni, però il mio punto di partenza è quasi sempre lo stesso.

Se cercate su Google o su YouTube “registrazione chitarra acustica”, vedrete che il microfono si posiziona intorno al dodicesimo tasto della chitarra, o pressappoco dove il collo si congiunge con il corpo. In questo modo si evita di puntare il microfono direttamente verso il foro di risonanza della chitarra acustica, che può provocare un forte “sbuffo d’aria”, un fenomeno trattato a fondo da Andy Powers quando furono lanciati i modelli Grand Pacific.

Io uso una posizione di partenza leggermente diversa. Mi piace iniziare con un microfono puntato sul lato degli acuti nella parte superiore della chitarra – la zona della spalla mancante – a circa 30 cm di distanza. Poi regolo leggermente l’angolo del microfono, allontanandolo dal foro di risonanza se il suono è troppo forte. Quando qualcuno mi dice che la sua chitarra è troppo squillante o vibrante nelle sue registrazioni, la prima cosa che chiedo è dove ha sistemato il microfono. Molto spesso mi capita di scoprire che il microfono è puntato intorno al dodicesimo tasto, come di consueto, ma è a pochi centimetri di distanza dal collo della chitarra, andando a eliminare completamente il corpo e la risonanza. Ricordatevi anche che il top della chitarra sposta l’aria, perciò è meglio avere un po’ di spazio tra il top e il microfono per catturare questa vibrazione.

Qual è il microfono migliore?

Qual è il microfono migliore per le chitarre acustiche?

Questa è una domanda che viene posta spesso nei gruppi Facebook e nei forum di registrazione casalinga. Esistono fondamentalmente tre tipi di microfoni usati di solito per registrare con le chitarre acustiche.

Microfoni dinamici

I microfoni dinamici, come il diffusissimo Shure SM57, sono composti da una bobina mobile incollata a un diaframma (una membrana) collegato a un magnete. Quando le onde sonore colpiscono il diaframma, questo vibra come le casse di un altoparlante, e la bobina si muove insieme a esso. Il movimento della bobina altera il campo magnetico e questo viene convertito in un segnale elettrico. Ciò richiede una maggiore pressione sonora, pertanto questi microfoni sono usati spesso per le esibizioni dal vivo, ma potete impiegarli anche per registrare a casa. I microfoni dinamici richiedono un guadagno significativo per acquisire i suoni più bassi delle chitarre acustiche, in contrasto con suoni più forti come quelli dei rullanti o degli amplificatori di chitarre elettriche. Questi microfoni sono unidirezionali, ovvero possono “sentire” solo il suono proveniente da una direzione.

Microfoni a nastro

I microfoni a nastro, come il Royer R-121, funzionano in modo simile, ma invece del diaframma e della bobina usano una sottile lamina di metallo sospesa in mezzo al microfono. Per tale ragione, i microfoni a nastro sono bidirezionali, ovvero possono acquisire suoni da entrambi i lati. I microfoni a nastro, come quelli dinamici, di solito richiedono molto guadagno. Un’eccezione è costituita dall’Audio Technica AT4081: impiega un’alimentazione phantom a 48 Volt, che transita lungo lo stesso cavo del microfono dalla vostra interfaccia o console.

Microfoni a condensatore

I microfoni a condensatore, come lo Shure SM81 o l’Audio Technica AT4040, sono un po’ più complessi. Questi utilizzano un diaframma accoppiato a una lamina metallica elettrificata che transita lungo un circuito che rafforza internamente il segnale, fornendo un grado molto maggiore di sensibilità e output. Tutti i microfoni a condensatore necessitano di un’alimentazione phantom (eccetto quei pochi che funzionano a batteria per un uso da remoto) e si distinguono tra loro per la grandezza del diaframma: i condensatori con diaframmi più grandi registrano leggermente meno rumore, mentre quelli più piccoli riescono a preservare più dettagli. Alcuni microfoni a condensatore sono anche multidirezionali, grazie al posizionamento contrapposto di due diaframmi.

La verità è che non esiste un microfono migliore. C’è una grande varietà di tipologie in grado di acquisire il vostro sound in molti modi diversi. Se siete agli inizi, probabilmente è più facile usare un piccolo condensatore a diaframma. Una nuova opzione interessante è rappresentata dai microfoni a condensatore; questi offrono una tecnologia di modellazione digitale in grado di modificare le caratteristiche del microfono, facendole assomigliare a quelle di altri microfoni. Con lo Slate Digital ML-2 potrete ottenere molti sound diversi dal vostro microfono a un prezzo economico.

Posso registrare la mia chitarra attaccando un amplificatore all’ES2?

Si può amplificare la chitarra per registrare?

Se la vostra chitarra acustica possiede un pickup integrato, sarete in grado di registrare facilmente una traccia audio. Ho ottenuto ottimi risultati lavorando con l’elettronica ES2 di Taylor: un microfono riesce ad acquisire un sound della chitarra più naturale, ma con il sistema di pickup integrato ES2 si può cominciare bene fin da subito e costituisce un’ottima aggiunta all’uso del microfono. Difatti, ogni volta che mi metto a registrare degli strumenti in un video come in Acoustic Sessions, porto sempre con me un cavo per chitarra e una direct box così da poter registrare dal pickup oltre ai microfoni che sto usando. In questo modo ho più materiale audio di riserva in caso l’artista si allontani dalla posizione ideale del microfono. Può essere anche d’aiuto se il musicista suona delicatamente o si concentra su note singole, poiché il pickup fornirà una definizione maggiore. La direct box converte il segnale ad alta impedenza di un normale cavo per strumenti in un segnale a bassa impedenza tipico dei cavi per microfoni. Alcune interfacce di registrazione possiedono anche una DI dedicata, integrata come input dello strumento. Se ci fate caso, l’intro di chitarra che sentite all’inizio dei video di Acoustic Sessions è stato registrato con la mia 814ce, amplificata usando esclusivamente un pickup ES2.

È necessario ricordare che ottenere una registrazione con un pickup è un po’ diverso rispetto ad ascoltarla con gli altoparlanti, ovvero dopo che è passata per mixer, equalizzazione, compressione e infine trasmessa nell’aria della stanza in cui vi trovate. Ciò è facilmente risolvibile nella fase di mixaggio e rappresenta ancora un’ottima opzione per registrare.

Spero che questa guida vi aiuti a gettare le basi per registrare con le vostre chitarre. Per la registrazione e il mixaggio bisogna fare pratica come con la chitarra, si tratta di un ulteriore abilità da sviluppare e apprezzare, oltre a essere un modo meraviglioso di acquisire e condividere musica.

  • 2020 Edizione 3 /
  • Suono, sensazione e concentrazione: 3 modi per migliorare la performance
Nicholas Veinoglou with Taylor acoustic guitar

Suono, sensazione e concentrazione: 3 modi per migliorare la performance

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Il direttore musicale, autore di canzoni e chitarrista Nicholas Veinoglou inizia una nuova serie di video lezioni con tre consigli fondamentali.

Ognuno di noi ricorda bene il momento in cui la pandemia di COVID ha interrotto la normalità delle nostre vite. Alla Taylor, abbiamo seguito la progressione globale del virus come se fosse un lento fronte atmosferico, e il 18 marzo abbiamo temporaneamente sospeso la produzione nel nostro campus in California, senza sapere quando saremmo stati in grado di riaprire.

Il mastro liutaio Andy Powers ha capito la portata e la drammaticità della situazione quando al suo risveglio, una mattina, si è ritrovato a leggere i messaggi dei suoi amici musicisti, persone che vivono in ogni parte del mondo.

Per iniziare, abbiamo chiesto a Nicholas Veinoglou, chitarrista, autore di canzoni, produttore e artista di registrazione multi-genere, di condividere alcuni consigli di base per aggiungere sfumature al suono della chitarra, rilassare il braccio con cui premiamo le corde e sfruttare al meglio il tempo in cui si fa pratica. In ogni video, Veinoglou suona una chitarra GT Urban Ash.

Nicholas Veinoglou dimostra come sia possibile creare nuove sfumature musicali modificando la posizione della mano che suona.

Posizione e sfumature sonore

Nel suo primo segmento, Veinoglou dimostra come lo spostamento della posizione della mano con cui si eseguono pennate e arpeggi quando si suona può aggiungere calore o brillantezza al suono, a seconda di quello che si sta cercando. Veinoglou lo paragona al mondo dei pick-up per chitarra elettrica, dove una pennata eseguita più vicino al manico o al ponte produrrà diverse sfumature sonore. Molti chitarristi acustici tengono quella mano sempre nella stessa posizione, spesso vicino o proprio sopra la buca del suono, ma Veinoglou dimostra come spostare la mano più vicina al manico o al ponte può alterare molto il suono. Posizionare la mano vicino all’ossicino, dove le corde sono più rigide, produrrà un suono molto più brillante e con un’enfasi sugli acuti. Spostatevi verso l’estensione della tastiera per un suono più caldo e rotondo. Come descrive Veinoglou, questo è un ottimo modo per aggiungere sfumature e dinamica sonora alla vostra musica.

Rilassate la mano che preme i tasti per ottenere accordi più puliti e ridurre l’affaticamento del polso.

Rilassare la presa

In seguito, Veinoglou affronta una tendenza comune tra i musicisti acustici con meno esperienza a premere le corde con una certa tensione nella mano, soprattutto quando stanno imparando nuovi accordi o melodie. La formazione di accordi, specialmente in forme leggermente più complesse, può essere una sfida e le note morte o il ronzio possono frustrare molti allievi. Anche se molti compensano istintivamente cercando di premere più forte le corde, Veinoglou dimostra come sia necessaria solo una leggera pressione per far risuonare chiaramente la nota. Invece di premere le corde in una morsa, Veinoglou dice di concentrarsi sul rilassamento del braccio, del polso e della mano. Questo aiuterà a regolare la posizione delle dita per eliminare eventuali note morte e prevenire crampi e potenziali problemi al polso.

Suddividete la vostra routine di allenamento in piccole parti incentrate su abilità specifiche.

Fare pratica concentrati

Infine, Veinoglou suggerisce una strategia di pratica alternativa per aiutarvi a concentrarvi su esercizi produttivi mentre vi esercitate. Invece di suonare per molto tempo (diciamo un’ora al giorno), che rende più probabili eventuali distrazioni e perdita di concentrazione, provate a fare pratica a intervalli più brevi di 15-20 minuti e a concedervi qualche pausa. Dedicate ogni blocco di tempo di pratica a un argomento specifico e cercate di evitare interruzioni (ad esempio, impostate il telefono in modalità aereo). In questo modo è più facile esercitarsi e lavorare sulle competenze che si vogliono migliorare.

La GS Mini compie 10 anni

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Un decennio dopo il suo debutto, la nostra acustica di dimensioni ridotte è una delle chitarre più popolari del pianeta.

Quest’anno tra l’introduzione di un nuovo legno da fonti sostenibili — Urban Ash™ — e il restyling di una forma del corpo venerabile — la Grand Symphony — le ricerche orientate al futuro di Taylor sono in bella vista. Nessuna chitarra unisce queste due caratteristiche meglio della nuova 326ce, che regala alla serie 300 la magia del design innovativo della GS. Con la potenza musicale dell’architettura dell’incatenatura Classe V e il suono unico grazie a una spalla mancante soundport, questo nuovo modello vanta le virtù sonore del design della GS in un modo irresistibile, con l’abbinamento di Urban Ash e mogano, offrendo ai musicisti un altro ricco paesaggio sonoro da esplorare.

GS Mini Mahogany

GS Mini-e Rosewood

GS Mini-e Maple Bass

GS Mini-e Koa

GS Mini-e Koa Plus

Ritornando alla sua uscita un decennio fa, Bob Taylor aveva la sensazione che la chitarra sarebbe piaciuta ai musicisti. Avendo già assistito al popolare e duraturo fascino delle Baby Taylor negli anni successivi al suo debutto nel 1996, Bob ha visto un’opportunità per sfruttare le ultime capacità di progettazione e produzione dell’azienda per disegnare una versione di nuova generazione e con funzionalità migliorate. L’obiettivo era quello di dare ai musicisti una chitarra con una voce più robusta, pur mantenendo il comfort e la portabilità di una chitarra compatta.

Dopo che gli sforzi per migliorare il Design delle Baby esistenti non sono riusciti a produrre il livello di miglioramenti tonali desiderati dal team di sviluppo Taylor, si e’ adottato un approccio diverso.

“Questi esperimenti iniziali ci hanno detto che avevamo bisogno di un corpo più profondo, una tavola armonica più grande e una scala più lunga”, ricorda Bob.

Il resto è storia. Il team di progettazione di Taylor alla fine ha creato una versione più piccola della collaudata Grand Symphony (introdotta nel 2006), le cui curve si sono riadattate perfettamente dando vita ad una chitarra completamente nuova. Nonostante le dimensioni corporee ridotte, la profondità del corpo era quasi la stessa di una Grand Concert e la buca sul Top aveva lo stesso diametro dei nostri altri modelli a grandezza naturale. Bob ha ritenuto essenziale integrare il design brevettato del manico Taylor il che avrebbe assicurato una precisa geometria dell’angolo del manico, con un tacco pieno a fornire ulteriore stabilità.

La lunghezza della scala da 23-1/2 pollici, facile da usare, era più lunga di quella delle Baby (22-3/4), ma più corta delle Grand Concert (24-7/8) e dei nostri altri modelli di dimensioni standard (25-1/2). Insieme alle corde di medio calibro e alle dimensioni, la nuova chitarra ha prodotto un volume ed una profondità tonale impressionanti per la sua forma compatta.

Alla fine, nelle mani dei chitarristi, la Mini è diventata molto di più della semplice somma delle sue specifiche e, come altri progetti innovativi di Taylor, ha dato loro uno strumento che superava i confini tradizionali. Nella realta’ dei fatti, questo modello era facile da trasportare, ma rappresentava molto più di una chitarra da viaggio. Queste caratterirstiche hanno reso la chitarra accessibile, divertente e musicalmente soddisfacente per chiunque: dai principianti ai professionisti, dai bambini agli anziani, dai campeggi alle poltrone. E non era troppo costosa per viaggiare sempre al tuo fianco o per essere prestata in giro agli amici.

Il maestro liutaio di Taylor, Andy Powers, che non era ancora con Taylor al debutto della Mini, riconobbe le sue virtù musicali e il suo fascino universale, soprannominandola “la chitarra per tutti”. In seguito Andy ha applicato il suo tocco magico allo strumento, usando il suo corpo e la lunghezza della scala come base per uno spin-off rivoluzionario: il GS Mini Bass. Ora un intero mondo di musicisti ha anche un basso acustico adatto ad ogni occasione su cui divertirsi

Dieci anni dopo, le GS Mini sono diventate un’amabile famigliola di strumenti, e senza dubbio continueranno ad evolversi all’interno del catalogoTaylor.

Quindi, se anche tu possiedi una Mini, non dimenticare di regalarle un abbraccio e suonare qualcosa di divertente per festeggiare il suo compleanno.

Buon Compleanno GS Mini
Per tutti, dai punk rocker agli atleti professionisti, dai principianti o professionisti di Nashville, la GS Mini è una chitarra che va d’accordo con tutti. La Mini ha compiuto 10 anni e alcuni amici di Taylor hanno gentilmente condiviso un messaggio di compleanno.

Pubblicazione e collocamento delle canzoni

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La terza parte della nostra serie di songwriting offre uno spaccato su come i cantautori possano trovare mercati per la loro musica.

Ognuno di noi ricorda bene il momento in cui la pandemia di COVID ha interrotto la normalità delle nostre vite. Alla Taylor, abbiamo seguito la progressione globale del virus come se fosse un lento fronte atmosferico, e il 18 marzo abbiamo temporaneamente sospeso la produzione nel nostro campus in California, senza sapere quando saremmo stati in grado di riaprire.

Il mastro liutaio Andy Powers ha capito la portata e la drammaticità della situazione quando al suo risveglio, una mattina, si è ritrovato a leggere i messaggi dei suoi amici musicisti, persone che vivono in ogni parte del mondo.

“Sono spesso sorpreso da quanto poco I cantautori e musicisti sappiano del business della musica stessa, e ancora meno del business dell’editoria! “

Se sei un artista/cantautore e ricevi una richiesta per una canzone, NON promuoverti come artista. Non è quello che hanno chiesto. Numerose case editrici, compagnie di presentazione e supervisori alla musica per film e TV ricevono migliaia di canzoni e vogliono una canzone fantastica, non un artista.

Se sei un artista, oggi il dipartimento open-mic e A&R si chiama YouTube! Decine di migliaia di canzoni e molti artisti sono stati scoperti su YouTube e altre piattaforme simili. Non è un segreto. Devi solo aprire il tuo canale YouTube. I principali dipartimenti dell’etichetta A&R, le case editrici, i manager e le società di produzione utilizzano tutti gli invii online per trovare la stella successiva. Ad esempio, abbiamo recentemente scoperto la sensazione filippina su YouTube Reneé Dominique e abbiamo scritto la sua prima uscita per l’etichetta major, “Could I Love You Any More”, un duetto con Jason Mraz. Dominique aveva quasi 100 milioni di visualizzazioni YouTube combinate. Funziona. Fallo e basta!

Se sei un cantautore, ricorda, devi scrivere ogni giorno. Continua a scrivere canzoni fino a quando non ne scrivi una fantastica. Collabora con altri scrittori. Anche se non sei un cantante, esci e suona di fronte a un pubblico dal vivo. Sii un “cantante/cantautore”. Se non riesci a farlo, trova un cantante che esegua le tue canzoni per te. Non esiste uno specchio migliore per aiutarti a vedere cosa funziona e cosa no di un pubblico dal vivo. Tua madre, i suoi amici e il tuo altro significativo non sono i migliori giudici del tuo materiale. Possono aiutare a costruire la tua autostima, il che è fantastico, perché avrai bisogno di tutto ciò che puoi ottenere. Ma non confonderlo con una vera recensione critica.

Ora parliamo di posizionamento
Identifichiamo alcuni punti vendita specifici per le canzoni e come affrontarli al meglio.

Collocazione dell’artista
Nella nostra esperienza, collaborare con un artista carismatico e di successo, preferibilmente prima che vengano firmati per un’etichetta, è il modo migliore per rilasciare la tua canzone. Fai le tue ricerche. Trova quell’artista e cerca una connessione. Entra a far parte del suo team creativo e della sua carriera. Forse tuo cugino conosce il ristorante frequentato dall’artista. Usa tutte le tue connessioni.

Biblioteca musicale di produzione
Un altro modo per posizionare le tue canzoni è scrivere per questa forma di distribuzione. La musica di produzione, nota anche come musica di scorta o musica da biblioteca, è una fonte popolare per i supervisori della musica che cercano musica a cui è possibile accedere facilmente tramite la ricerca di metadati e una licenza rapida. Alcuni aspiranti cantautori collocano il loro materiale in questo modo mentre scrivono il loro prossimo grande singolo. Il vantaggio è che la tua musica può guadagnare denaro mentre continui a scrivere per te o per altri artisti. Lo svantaggio è che di solito si rinuncia a una percentuale significativa (o tutto) della propria pubblicazione e generalmente si perde il controllo dei materiali. I contratti possono essere lunghi e confusi. Chiedi il parere di un avvocato. Ricorda, far ascoltare e utilizzare la tua musica non solo può fare soldi, ma può anche aprire le porte ad altre opportunità.

“Il supervisore musicale supervisiona tutti gli aspetti creativi e commerciali della musica per un progetto.”

Film/TV/Spot Pubblicitari 
(Josquin Des Pres) 
Non molto tempo fa, un amico venne da me con una canzone che aveva scritto per una famosa marca di caffè. La canzone era buona, aveva un gancio decente, ma aveva un grosso problema. Quella particolare compagnia di caffè non faceva pubblicità in TV o alla radio, né avevano cambiato il loro jingle da decenni. Ha fatto l’errore di pensare di sapere cosa voleva il cliente. Ancora una volta, fai prima le tue ricerche. Decenni fa mi sono reso conto che se avessi voluto entrare nel business del posizionamento di massa, scrivere canzoni casuali su argomenti non pianificati non avrebbe funzionato. L’approccio migliore era scoprire cosa cercavano i supervisori della musica di rete prima di scrivere qualcosa. Questo è stato realizzato quando ho iniziato a scrivere per reality show MTV e altri. 

Ora chiamerei i vari supervisori musicali per ottenere brevi descrizioni degli stili di canzone che stanno cercando. Entro tre giorni, avrei consegnato tracce completamente scritte e prodotte secondo le specifiche richieste. 

In un decennio ho ottenuto oltre quattrocento posizionamenti di canzoni. Questo tipo di volume di collocamento richiede disciplina, rapidità di pensiero e conoscenza di ogni genere di musica attuale disponibile. Sviluppa poi un team affidabile, controlla il tuo “ego artistico” e sii in sintonia con ciò che il supervisore musicale sta cercando, non con quello che pensi sia “più creativo”.

Conoscere le regole
Quando entri nel gioco del posizionamento di film/TV, dovrai educare te stesso sulle regole del gioco e su chi sono i giocatori. Sono spesso sorpreso da quanto poco I cantautori e musicisti sappiano del business della musica stessa, e ancora meno del business dell’editoria! Ricorda questa frase: preparazione e opportunità equivalgono al successo. Spesso i cantautori non hanno idea di cosa faccia un supervisore musicale, che cosa significano le lettere A&R o che cosa faccia un amministratore editoriale. Scopriamolo. Di seguito è riportato un breve elenco con le descrizioni di alcuni termini e ruoli del settore che dovresti sapere quando inserisci le canzoni.

Organizzazione dei diritti
Per ricevere i diritti d’autore, devi essere un cantautore, compositore e/o editore registrato con una delle tante organizzazioni di diritti d’autore in tutto il mondo (es.: SIAE in Italia) per l’esecuzione pubblica di musica (TV, film, ristoranti, cinema stranieri, ecc.) e calcolo dei profitti in base a vari calcoli e variabili, come la rete su cui viene trasmesso il programma, il paese in cui viene proiettato un film e il numero di minuti di musica utilizzati. Il tuo compenso è parzialmente (e talvolta solo) determinato dal paese in cui sei cittadino.

Editore musicale
Un editore musicale lavora con cantautori e compositori per promuovere e commercializzare le canzoni/composizioni degli scrittori. Presenta il materiale alle persone che usano la musica (produttori di film/TV, etichette discografiche, videogiochi, ecc.). Ai fini del diritto d’autore, l’editore è il proprietario dell’opera protetta da copyright. Questa società può anche fungere da amministratore della pubblicazione, ma non necessariamente. Ora è pratica standard per i cantautori anche la minima importanza formare una casa editrice come entità legale separata per detenere i diritti sul proprio lavoro. Un Amministratore della pubblicazione musicale può essere assunto per gestire la tua pubblicazione, se scegli di non farlo da solo.

Amministratore della pubblicazione musicale
Un amministratore dell’editoria musicale è una casa editrice musicale responsabile dell’amministrazione, della registrazione e della concessione in licenza di composizioni e della raccolta di diritti editoriali per conto dei cantautori che rappresentano. Sotto un accordo amministrativo, il copyright delle composizioni rimane con i creatori originali delle composizioni (cioè i cantautori). Richiedendo l’aiuto di un amministratore dell’editoria musicale, il cantautore può stare tranquillo sapendo che l’attività di editoria e riscossione dei diritti d’autore è curata, in modo che possano concentrarsi sulla creazione. Una commissione tipica per questo servizio è del 10-15% della parte editorial.

Licenza d’uso principale
Chiunque possieda la REGISTRAZIONE della canzone possiede la Licenza Master e può rilasciare una Licenza d’uso Master per posizionamento, pubblicazione, streaming, ecc. Ci potrebbe essere un numero qualsiasi di persone che hanno registrato la canzone, ma l’unica che conta qui è quella che conta possiede la licenza principale. Che si tratti della registrazione di un artista indipendente della propria canzone o della registrazione di un artista importante di una canzone, chiunque detenga i diritti legali sulle rispettive registrazioni rilascia questa licenza. Questo è estremamente importante per il posizionamento di film / TV. Se si dispone di un amministratore di pubblicazione, in genere gestiscono il rilascio della licenza.

Licenza di sincronizzazione (Sync License)
Significa che la licenza delle opere musicali deve essere sincronizzata con le immagini in movimento come sfondo in un film, un programma televisivo, un video, un flusso programmato, ecc. “Sincronizzazione” significa semplicemente usare la composizione in sincronizzazione con l’immagine sullo schermo – tutto qui, niente complicato o misterioso.

Supervisore musicale
Il compito principale del supervisore musicale è scegliere la musica e concederla in licenza per un progetto e assicurarsi che la musica che forniscono al regista migliori l’azione e l’umore sullo schermo. In altre parole, il loro lavoro è aiutare il regista a realizzare la sua visione artistica attraverso l’uso della musica. Il supervisore musicale supervisiona tutti gli aspetti creativi e commerciali della musica per un progetto. Ciò include aiutare a sviluppare un budget musicale, assistere nella ricerca di un compositore (se richiesto), aiutare il regista nella scelta delle sue canzoni, coordinare la registrazione della colonna sonora, “individuare sessioni” (con compositore e regista), ecc. Può includere o meno le pratiche di autorizzazione musicale e può anche includere alcuni (o tutti) i doveri di un coordinatore musicale e/o amministratore musicale. 

Quando un regista desidera una canzone famosa o un “copyright classico” ma il budget del progetto non ne consente l’utilizzo, il Supervisore suggerirà (e spesso negozierà) alternative economiche da varie fonti, tra cui artisti indipendenti e/o Librerie Musicali.

Il mondo sta ascoltando
Siamo alla ricerce di ogni via percorribile per per generare denaro dalla propria musica. Mentre la maggior parte dei flussi di entrate sono diminuiti, ci sono più opportunità che mai di ascoltare la tua musica in televisione e nei film. L’intero pianeta è il tuo pubblico. Per gli autori, i posizionamenti di spicco in programmi TV e film possono aiutare a espandere la base di fan, oltre a risaltare alla grande su un curriculum.

Ricorda: i film e i programmi TV hanno bisogno di canzoni di tutti i generi, così come di musica che sembri provenire da decenni passati. È difficile pensare a uno stile che non viene utilizzato negli spettacoli televisivi e nei film. Se la musica è giusta, non importa quanti anni hai, dove vivi o che aspetto hai.

Quindi, fai le tue ricerche mentre affini il tuo mestiere. Guadagna mentre impari!

Josquin Des Pres
Michael & Nancy Natter / Photo: Talitha Noel

Josquin Des Pres è un musicista, cantautore e imprenditore musicale i cui crediti includono la co-scrittura di numerose canzoni con Bernie Taupin (Elton John) e con i cantautori Winston Sela, Michael Natter e diversi finalisti di American Idol. Des Pres ha anche composto canzoni e temi per oltre 40 programmi televisivi, prodotto oltre 60 CD per etichette discografiche importanti e indipendenti e scritto diversi libri sull’industria musicale.    

Michael Natter è noto soprattutto per la sua collaborazione con il cantautore (e artista Taylor) vincitore del Grammy Jason Mraz. Il loro singolo di successo, “I Won’t Give Up” e’ parte del disco di platino Love is a Four Letter Word di Mraz. La moglie di Michael, Nancy, si è unita a Michael per scrivere canzoni degi album di debutto dei vincitori di X Factor Alex & Sierra (It’s About Us) e del vincitore di American Idol Nick Fradiani (Hurricane). I Natters hnno collaborato di nuovo con Mraz su due pezzi dal suo album Yes!

La Vetrina dei Nuovi Modelli

Facce Nuove

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Tre nuove accattivanti modelli arricchiscono - non solo visivamente - la linea Taylor.

Ad ogni nuova stagione comporta un cambiamento e, con esso, nuova ispirazione. Qui in Taylor non possiamo resistere all’opportunità di rinnovare la nostra linea di chitarre sia sotto forma di abbinamento di legni accattivanti visivamente, sia per nuove sonorita’. In questo caso abbiamo lavorato con entusiasmo su un paio di modelli della nostra gamma esistente. Vi sveliamo quindi tre nuove offerte, come parte di un aggiornamento dell’offerta di metà anno: parliamo di due splendidi modelli T5z dal Top esotico e una seducente Grand Auditorium serie 200 che fonde un Edgeburst su tutto il corpo a fasce e fodo in koa laminato.

T5z Classic: Koa e Sassafras

La T5z punta tutto sulla versatilita’. La nostra polivalente elettroacustica Hollowbody combina il design di pickup, proprietari di Taylor, sia acustici che elettrici con una commutazione a cinque vie per offrire ai musicisti uno strumento per performance dal vivo o registrazioni in grado di coprire un vasto terreno musicale: da arpeggi acustici brillanti ad assoli High Gain. È uno strumento che accontenta le esigenze di versatilita’ dei chitarristi contemporanei che tendono ad essere sempre più onnivori nel loro bisogno di stili, sia acustici, sia elettrici.

Laddove il nostro design T5 originale (introdotto nel 2005) si trovava a cavallo tra i mondi amplificati acustici ed elettrici in modo che aiutasse a definire la nuova categoria ibrida, il suo successore, il T5z, tende un po’ di più verso il lato elettrico con il suo corpo più piccolo, tasti jumbo e un raggio della tastiera da 12 pollici. Nell’ambito dell’attuale classificazione dei modelli della famiglia T5z (Custom, Pro, Standard, Classic e Classic Deluxe), i modelli con il Top dal tocco visivo più esotico – koa figurato, cocobolo e acero figurato – sono in genere riservati ai modelli premium Custom e Pro, mentre le edizioni Classic sfoggiano un top in mogano e dettagli minimali.

Quest’anno abbiamo alzato la spavalderia della Classic con due nuove gloriose opzioni: un succulento Koa hawaiano e un Sassafras dal cuore nero riccamente figurato. Entrambi i modelli sono impreziositi da una finitura Edgeburst che esalta delicatamente il carattere naturale dei rispettivi legni. Esteticamente questi modelli mantengono l’atmosfera naturale e professionale della famiglia T5z Classic, con una finitura satinata, un corpo poco decorato e F-holes; lasciando cosi’ la bellezza del Top al centro della scena. Gli intarsi sulla tastiera con piccoli diamanti in acrilico italiano e meccaniche nere satinate ne completano il look. Entrambi i modelli sono dotati della nostra elettronica T5z standard e corredati da una custodia rigida deluxe Taylor.

Guarda il Maestro Liutaio di Taylor Andy Powers provare la nuova T5z Classic Koa.

Guarda il Maestro Liutaio di Taylor Andy Powers provare il modello Sassafras.

Posizioni del Pickup della T5z

La T5z e’ dotata di tre pickup: un humbucker nascosto al manico (situato sotto la tastiera all’ultimo tasto), un humbucker a ponte visibile e un sensore magnetico acustico (body sensor) situato all’interno del corpo. Lo switch a cinque posizioni mette una grande varieta’ di suoni a portata di mano. Ecco cosa e’ possibile ottenere per ogni posizione.

Demo T5z

Andy Lund di Taylor dimostra come lo Switch a cinque vie della T5z regala una ricca tavolozza di toni acustici ed elettrici amplificati.

Posizione 1: Humbucker al manico e body sensor

Con lo switch completamente rivolto verso il manico troverai il suono più pulito e più acustico che la T5z può produrre. Se suonata vigorosamente, il sensore del corpo acustico risponderà con ulteriore attacco e dinamica.

Posizione 2: Humbucker al manico

Il solo Humbucker al manico arrotondera’ il suono e gli conferirà una tonalità sonora più calda e scura. E’ possibile renderlo ancora più Jazzy abbassandone gli alti.

Posizione 3: Humbucker al ponte

Ecco l’opzione più versatile: un potente pickup elettrico in grado di produrre toni elettrici puliti, chiari e familiari o assoli in distorsione a portata di mano del chitarrista. Se è necessaria una potenza extra, le posizioni 3-5 rispondono tutte bene all’aggiunta dei pedali Overdrive o distorsione, 

Suggerimento professionale: Per suoni High-Gain, prova a disattivare completamente i controlli dei bassi e degli acuti. In questo modo si spingeranno in avanti le medie frequenze, producendo un suono che si adatta bene con la Band o all’intero di un mix. Da lì, puoi aggiungere bassi e alti secondo necessità per arricchire ulteriormente il tuo suono.

Posizione 4: Humbucker al ponte e al manico in parallelo

Questa impostazione può coprire qualsiasi suono, dai toni big-band hollowbody anni ’50 ai suoni spigolosi del surf-rock, specialmente se aggiungi un tocco di riverbero o un pedale Chorus.

Posizione 5: Humbucker al ponte e al manico in serie

Ecco la posizione più grassa, con un tono carnoso e potente che potrebbe evocare immagini di grandi palchi e pile di casse. Qui abbassarne il volume crea un suono piu’ intimo e contemplativo, da esplorare.

Serie 200: 214ce-K SB

Forma del Corpo: Grand Auditorium a spalla mancante
Fasce/Fondo: Koa Hawaiano laminato
Top: Abete Spruce massello

Abbiamo sfruttato la nostra serie 200, in particolare la 214ce-K, e abbiamo apportato un aggiornamento estetico attraverso un Edgeburst applicato ad arte che ne avvolge il Top, le fasce ed il fondo. Insieme alla finitura opaca della chitarra, il trattamento emerso emana una delicata lucentezza Vintage ricca di riferimenti al passato.

Musicalmente, l’abbinamento dell’abete Sitka massello e del Koa hawaiano laminato, insieme al nostro versatile corpo Grand Auditorium, offre una miscela armoniosa di chiarezza, potenza ed equilibrio attraverso lo spettro tonale distintivo del suno Taylor. I musicisti apprezzeranno quanto la chitarra risulti reattiva a un tocco dinamico e la sua adattabilita’ attraverso diversi generi e stili.

I fan di un manico sottile apprezzeranno la combinazione del nostro profilo sottile con una larghezza del capotasto di 1-11/16 pollici – abbastanza comodo per fingerstyle, accordi o flatpicking. Altre caratteristiche della serie 200 includono una rosetta a tre anelli, intarsi alla tastiera dot 4 mm in acrilico italiano, un battipenna tartarugato e un Binding bianco nitido che si staglia contro le tonalità scure del bordo. L’elettronica di bordo ES2 e una custodia protettiva rigida, ma leggera, completano le caratteristiche di quello che promette di diventare un partner musicale affidabile, con cuore, stile, convenianza.